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Fenomeni

Il Gargano e il cardoncello: «Cibo per gli dei»

Il Gargano e il cardoncello: «Cibo per gli dei»

Al via la caccia ai funghi: per gli appassionati bisogna andare nel Parco Nazionale o sui Monti Dauni

19 Febbraio 2022

Bianca Tricarico

La passione per i funghi  accomuna tantissimi italiani, da Nord a Sud, e la Puglia non è da meno: di bosco, di macchia o coltivati, i funghi danno il meglio di sé. Andare a funghi coinvolge non solo i fungaioli doc, ai quali interessa principalmente riempire la cesta, ma pure gli appassionati che apprezzano anche il cammino. Una cosa è certa: si parte presto al mattino e ci si immerge nel silenzio del bosco o delle praterie di macchia mediterranea, molto piacevole per il corpo e lo spirito.

La crescita dei funghi è in gran parte legata alle stagioni e al clima: le temperature migliori per avventurarsi nel bel mezzo della natura a caccia di funghi vanno tra i 10 e i 25 gradi, con elevato livello di umidità. Se, dopo qualche giorno di pioggia, spunta il sole, è quello il momento di andar per funghi. Per raccogliere funghi di bosco in Puglia bisogna andare nel Parco Nazionale del Gargano e i Monti dauni, in particolare la zona di Biccari, dove soprattutto in autunno si può andare alla scoperta delle numerose varietà che crescono nel sottobosco, fra cui porcini, ovuli, galletti (finferli), «trombette di morto» (Cantarellus lutescens), e funghi di pino, come il «sanguinello» e la «moretta». In questa stagione, a partire dal mese di marzo, possiamo andare invece a caccia di sua maestà il Cardoncello (Pleurotus Eryngii e varietà Ferulae), la cui raccolta avviene infatti tra settembre ed aprile.

Il Cardoncello, che sui Monti Dauni viene chiamano «cardarello», si trova in questo periodo soprattutto vicino alle zone costiere a sud del Gargano, nelle «praterie» pascolate ed erbose attorno a Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, verso Manfredonia fino al mare, nei pressi di salici e cardi o sotto gli alti arbusti fioriti della Ferula e della Tapsia. La Murgia è un’altra zona della Puglia molto apprezzata per la raccolta dei funghi cardoncelli e proprio per omaggiare questa eccellenza made in Puglia da ottobre a dicembre si tengono diverse sagre a Spinazzola, Altamura, Minevino Murge, Ruvo e Gravina in Puglia. Il Cardoncello è uno dei funghi più buoni, prelibati, carnoso, sodo e dall’inconfondibile sapore. Apprezzato già dai tempi antichi, in Puglia è circondato da un’aura di leggende. Si racconta che i  cardoncelli siano stati creati dalla fitta coltre di nebbia che solitamente ricopre il territorio murgiano, al confine tra la Puglia e la Basilicata. Secondo un’antica leggenda tramandata dai pastori questi funghi sarebbero «figli dei tuoni».

La bontà dei funghi cardoncelli ed il loro gusto impareggiabile era conosciuta fin dai tempi dell’antica Roma: il poeta latino Orazio, che li assaggiò durante un viaggio in Lucania, li definì «cibo per gli Dei». Nel Medioevo il cardoncello delle Murge cominciò a diffondersi, anche se in alcuni luoghi (ad esempio nell’Alto Lazio) era proibito servirlo nelle osterie, in quanto ritenuto un potente afrodisiaco in grado di condurre al peccato i pellegrini e tale da essere messo al bando dal Santo Uffizio. Nella Puglia di tanti anni fa esisteva il mestiere del «fungaiolo», gli stessi braccianti che, nel periodo autunnale e primaverile, si specializzavano nella raccolta di funghi cardoncelli. Oggi i fungaioli sono quasi del tutto scomparsi. Il fungo cardoncello, che figura all’interno dell’elenco nazionale dei Prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), negli anni Ottanta ha rischiato di scomparire. Con il passare del tempo era stato distrutto il suo habitat naturale: al posto di erbe e piante spontanee uno spietramento selvaggio  aveva completamente ricoperto il terreno. Per fortuna il processo è stato arrestato in tempo, e così il cardoncello è tornato, spontaneo o coltivato, sul Gargano, sulla Murgia, in Valle d’Itria e nel Salento .

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