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Dermatologia

Macchie, brufoli e manie: il Covid ci cambia la pelle

Macchie, brufoli e manie: il Covid ci cambia la pelle

Smartworking, dad, crisi economiche legate alla mancanza di lavoro, restrizioni possono dar sfogo a manifestazioni cutanee

25 Marzo 2022

Nicola Pepe

Il fenomeno sembra appena agli inizi, eppure gli effetti del post pandemia potrebbero riflettersi sul nostro corpo, sulla nostra pelle. Le situazioni di stress, provocate dalla «reclusione» del lockdown, dalla didattica in casa passando dallo smartworking, o le continue restrizioni, hanno trasformato il nostro corpo come un parafulmine. Perdite di capelli, oppure chiazze sulla pelle o, peggio, «manie» come quelle di tirarsi i capelli o le pellicine con il pretesto del brufolo, rappresentano segnali non slegati dal contesto che auguriamo di lasciarci alle spalle al più presto.

Se gli psicologi sembrano aver registrato il «tutto esaurito», anche i dermatologi iniziano a monitorare fenomeni che investono soprattutto i giovani, non solo gli adulti. Con la differenza che quasi tutti preferiscono fermarsi al dermatologo e «curare» il sintomo, a valle, piuttosto che andare direttamente a monte, alla fonte del problema. Dai bambini agli over 50, l'identikit del target a rischio sembrerebbe essere quello delle famiglie con due figli.

Tra i fenomeni all'attenzione degli esperti, uno di questi è alopecia areata che colpisce il cuoio capelluto: vere e proprie chiazze bianche che cancellano piccole ciocche di capelli legate all’assenza di «follicoli piliferi». O la dermatite psicosomatica, fatto acuto che si risolve in 2-3 mesi e, se non trattata, rischia di diventare dermatosi e trasformarsi in un fatto cronico.

Per finire a taluni comportamenti che, visti così, possono sembrare apparentemente fatti isolati ma in realtà tali non sono. Alcuni esempi? Se i ragazzi iniziano a tirarsi i capelli (non parliamo ovviamente di ciocche), tale indizio può essere fonte di uno stimolo che parte dal sistema nervoso e lancia input al nostro corpo. Tale fenomeno si chiama tricotillomania e generalmente rientra nei cosiddetti disturbi ossessivo compulsivi. A chiudere il cerchio è la dermatillomania, cioè quel comportamento che spinge il soggetto a strapparsi pezzetti di pelle; magari con il pretesto del brufoletto, si martella la pelle rappresentando così un modo quasi d'istinto per scaricare la tensione.

Ma perché anche i giovani? Perché sono loro a vivere le difficoltà legate alla quotidianeità di una famiglia tipo, alle prese con i problemi del Covid. Situazioni di stress legate ad esempio alla mancanza di lavoro, alle impossibilità di frequentare i tradizionali e comuni luoghi di socializzazione, a rinunciare a momenti di festa. Per non parlare dei disagi provocati magari dalla necessità di condividere nella stessa casa spazi di studio e di lavoro. I più giovani somatizzano tutto questo, vivono magari le ansie degli adulti e talvolta tali tensioni si scaricano sul corpo.

Quelli descritti possono apparire fatti noti, e in realtà lo sono. Ma quello che deve far riflettere è la correlazione causa-effetto: cioè individuare e gestire questi fenomeni apparentemente scollegati ma che in realtà avrebbero una origine ben precisa. Eppure in tanti preferiscono (o hanno paura) di ignorare il vero problema, probabilmente legato a una sofferenza interiore che per alcuni appare come uno stigma. Chiedere aiuto, talvolta, può apparire una vergogna come ad esempio accade mondo della scuola dove, una recente statistica sugli studenti con Dsa, ha evidenziato che rispetto al 5% della media nazionale, la Puglia registra circa la metà (2,79%).

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