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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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I numeri

Covid, i dati nel Barese migliorano: - 48% contagi e zero casi in 4 comuni. Si va verso la zona bianca

Dal 10 al 16 maggio altri 941, con un tasso pari a 76,3 ogni 100mila abitanti

Covid dati nel Barese migliorano: - 48% contagi e zero casi in 4 comuni. Si va verso la zona bianca

I numeri non mentono. Da settimane ormai il tasso d’incidenza dei nuovi contagiati è in continua riduzione, a tal punto da essere a un passo dai 50 casi ogni 100mila abitanti, soglia sotto la quale è possibile passare in zona bianca con la conseguenza di poter annullare il coprifuoco. Visti i dati, è possibile che il divieto possa essere tolto prima del 21 giugno, forse addirittura a partire dal 7 o, più probabilmente, dal 14. Anche l’altro parametro decisivo per la riclassificazione fa ben sperare: calano continuamente i ricoveri nelle aree critiche e mediche di tutti i presidi ospedalieri della rete Covid.

I nuovi casi di contagio da Coronavirus sono diminuiti del 48 per cento sull'intero territorio provinciale di Bari. E’ quanto emerge dal monitoraggio dell’Asl che evidenzia un tasso settimanale (10-16 maggio) pari a 63,4 nuovi casi per 100mila abitanti, migliorando ulteriormente i risultati delle cinque precedenti settimane e consentendo a tutti i 41 Comuni di attestarsi su livelli confortanti. In particolare, quattro comuni registrano «zero casi» e lo stesso capoluogo, Bari, scende ad un tasso settimanale di 39,6 nuovi casi per 100mila abitanti.
La frenata dei contagi, ormai da sei settimane consecutive, va di pari passo con la progressione della campagna vaccinale anti-Covid. La copertura vaccinale, grazie alle oltre 663mila dosi somministrate a partire dal 27 dicembre e sino al 20 maggio, ha raggiunto almeno con una dose il 37 per cento della popolazione del territorio provinciale e il 40 per cento dei residenti nella città di Bari. «Elevatissime» le percentuali di immunizzazione tra le categorie prioritarie: il 90 per cento degli ultraottantenni ha già ricevuto almeno una dose di vaccino (il 79% anche la seconda), così come l’88 per cento dei 70-79enni e l’80 per cento dei 60-69enni.

I NUMERI NEL DETTAGLIO (Il focus di Flavio Campanella) - La regressione è senza soluzione di continuità: per la settima settimana consecutiva scende nel Barese il tasso di incidenza dei nuovi positivi, che resta tra i parametri fondamentali che concorrono alla decisione sulle classificazioni delle regioni (l’altro determinante è la percentuale di ricoverati negli ospedali). Complici soprattutto le restrizioni, su cui si è innestata una campagna vaccinale sempre più massiccia, il numero dei contagiati, stando ai bollettini inviati giornalmente dalla Regione, è ormai sotto il migliaio. Nei giorni dal 10 al 16 maggio se ne sono contati 941, con un tasso pari a 76,3 ogni 100mila abitanti, quindi di gran lunga inferiore a 250 ogni 100mila (che è da zona rossa) e anche sotto la fascia (da 250 a 150) che porta dritto all'arancione. Anzi, è molto vicino alla soglia (50 ogni 100mila) che porta alla eliminazione del coprifuoco. Con 389 casi tra lunedì e ieri già questa potrebbe essere la prima settimana utile (delle tre consecutive previste con tasso sotto 50) per accedere alla zona bianca. Ne consegue che, di questo passo, sempre che il dato sia confermato a livello regionale, in Puglia potremmo essere liberi di rincasare a notte fonda ben prima del 21 giugno, probabilmente già il 7 (o il 14), quando a livello nazionale il divieto di circolare slitterà a partire dalle 24 per chi sarà in giallo, arancione e rosso.

DIMINUZIONE Del resto, la situazione del Barese è la più rappresentativa: è la provincia di Bari ad aver inciso di più nella fase critica dell’epidemia e poi ad aver registrato la diminuzione più evidente del contagio. Il crollo progressivo è nelle cifre: il tasso di 386,2 nuovi casi ogni 100mila abitanti registrato nella settimana 22-28 marzo è sceso ininterrottamente prima a 356,1 (dal 29 marzo al 4 aprile), poi a 272,1 (dal 5 all’11 aprile), quindi a 264,8 (dal 12 al 18), a 230,3 (dal 19 al 25) e a 163 (dal 26 al 2 maggio) per arrivare a 120,5 (dal 3 al 9) e appunto a 76,3 (dato della scorsa settimana elaborato dalla Gazzetta). Inoltre, come accennato, gli ultimi quattro giorni confermano la tendenza (ieri altri 81 nuovi positivi dopo i 160 di mercoledì, i 125 di martedì e i 23 di lunedì scorso). Si va dunque verso un ulteriore decremento (proiezione: 681 infettati in 7 giorni, tasso 55,2), riscontro che ovviamente consente di immaginare un imminente ritorno alla normalità, sebbene ci sia chi attende con apprensione i prossimi resoconti per avere un quadro più completo, visto che nella nostra regione la collocazione in giallo, con la conseguente maggiore circolazione delle persone, non ha superato nemmeno le due settimane.

QUADRO Da qui alla fine di maggio si potrà dunque comprendere meglio la situazione, cioè se davvero si va verso una stagione estiva di aperture incondizionate e senza il rischio di ritrovarsi a settembre pericolosi focolai. Da questo punto di vista l’immunizzazione di oltre un terzo della popolazione barese è una buona base per poter prefigurare di non avere una recrudescenza dell’epidemia, al netto della possibile futura prevalenza di una nuova variante (ci sono stati casi di brasiliana, di indiana e di simil nigeriana). Oltretutto, fa ben sperare pure la situazione nei presidi ospedalieri della rete Covid provinciale, tanto che le autorità stanno provvedendo a una rimodulazione per tornare all’assistenza e alla cura puntuale anche dei pazienti no Covid. Nei presidi della Asl la percentuale di occupazione dei posti letto è del 69% in Terapia intensiva (dove però ci sono prevalentemente i lungodegenti), del 45% in Semintensiva (in parte vale lo stesso discorso della Rianimazione) e, non a caso, del 37% in area medica, sotto la soglia critica del 40%. La conferma arriva anche dal Miulli (8 su 13 in Terapia intensiva e 8 in tutta l’area medica, che conta 80 postazioni) e dal Policlinico, dove i ricoverati, Fiera compresa, sono attualmente 104 (23 in Rianimazione, 46 in Subintensiva e 45 in area medica) su 290 posti disponibili.

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