Lunedì 13 Aprile 2026 | 17:43

Bari, serve molto di più: la salvezza resta lontana

Bari, serve molto di più: la salvezza resta lontana

Bari, serve molto di più: la salvezza resta lontana

 
antonello raimondo

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antonello raimondo

Bari, serve molto di più: la salvezza resta lontana

L’impressione è che il Bari potesse fare di più. Evidentemente al di là del risultato. Non c’è stata l’energia giusta, poche chiacchiere. Anche in un primo tempo che, abbastanza discutibilmente, si è deciso di definire accettabile

Lunedì 13 Aprile 2026, 15:37

Perdere a Monza non è una «bestemmia». Per differenze tecniche e di profondità di organico. Però la sconfitta in Brianza lascia, comunque, un retrogusto abbastanza amaro. L’impressione è che il Bari potesse fare di più. Evidentemente al di là del risultato. Non c’è stata l’energia giusta, poche chiacchiere. Anche in un primo tempo che, abbastanza discutibilmente, si è deciso di definire accettabile. Accettabile era solo la parità con la quale le squadre sono scese negli spogliatoi per l’intervallo. Frutto del caso, sostanzialmente. Netto il predominio del Monza, capace di sostare costantemente nella metà campo pugliese grazie a un sin troppo facile controllo del gioco e del palleggio. Ecco dov’è mancato l’undici allenato da Moreno Longo. Incapace di «mordere» l’avversario, di creare imbarazzi nella costruzione nel gioco pur mantenendo un’accettabile attenzione tattica. La fase di non possesso resta uno dei limiti più evidenti. Mancano interditori veri e propri. Non lo è Artioli e lo stesso Maggiore, pur più presente rispetto al recente passato, non è il classico «cagnaccio». Per non parlare delle capacità difensive degli esterni. Dickmann e Dorval, assolutamente inadeguati. Mane e Piscopo, più o meno stessa «musica». Questione di soldati, soprattutto. Di letture individuali e caratteristiche.

Inevitabile lanciare un’occhiata al calendario. E alla prossima «fermata». Sabato al «San Nicola» sarà di scena la capolista Venezia, di gran lunga la squadra più forte del campionato. I lagunari sono reduci dal pareggio a Chiavari contro l’Entella e vorranno tornare a spingere sull’acceleratore per provare a blindare la zona di comfort che porta dritto in serie A senza la scivolosissima lotteria dei playoff. Anche il Bari, però, non può permettersi divagazioni a quattro giornate dalla fine della regular season. Potrebbe bastare anche un punticino, tanto per riprendere confidenza con la parte mentale. Ma è fin troppo evidente che serviranno argomenti diversi rispetto a quello che sìè visto sabato sera a Monza. Una squadra più «cattiva». Forse anche più coraggiosa. Dove per coraggio s’intende anche la capacità di essere maggiormente aggressivi nell’interpretazione degli uno contro uno, anche quelli prettamente difensivi. Il Bari dispone di difensori capaci ma si fa fatica a sostenere che la gestione difensiva sia un maccanismo efficace.

Moreno Longo non ha usato giri di parole quando s’è trattato di sottolineare l’eccessiva leggerezza in quelle fasi di gioco in cui sarebbe servito mestiere. «Ci sono momenti in cui devi far fallo», le parole piccate del mister torinese. A Monza è successo ancora. Ed è fondamentale che certi dettagli restino all’attenzione generale. La salvezza passa anche e soprattutto attraverso i classici dettagli. Concentrazione e furbizia non sono inutili appendici. Il «giocare» è un concetto vastissimo. Soprattutto quando ci si gioca la «vita».

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