serie a
Lecce nella bagarre salvezza, un rebus: tre giornate per i verdetti, quota 34 una possibile polizza
Per conservare la categoria potrebbe essere sufficiente raggiungere quota 34 o 34 punti. Questo significa che il Lecce dovrà aggiudicarsi due incontri o vincerne uno e pareggiarne due.
LECCE - Conquistando l’intera posta in palio nelle restanti partite, l’Empoli ed il Venezia, che a tre turni dalla conclusione sono attestati a 25 ed a 26 punti, potrebbero issarsi rispettivamente a 34 ed a 35 lunghezze. In un simile caso, la quota-permanenza per il Lecce sarebbe di 35 punti (in vantaggio negli scontri diretti) ma, per arrivarci, dovrebbe emulare toscani e veneti, intascando il bottino pieno nei match che lo vedranno opposto a Verona, Torino e Lazio.
Ma è realistico ipotizzare che Empoli e Venezia accelerino, nelle ultime tre giornate, tanto da mettere in cassaforte 9 punti su 9? La cosa non si può escludere ma sembra improbabile in quanto, a cavallo tra il 24esimo ed il 35esimo turno, l’undici diretto da Roberto D’Aversa ha avuto una media di 0,33 punti a match (come il Lecce), mentre il complesso guidato da Eusebio Di Francesco è avanzato con una media di 0,83 a gara.
È assai probabile che, per conservare la categoria, potrebbe essere sufficiente raggiungere quota 34 o addirittura 34 punti. Questo significa che il Lecce dovrà aggiudicarsi due incontri o vincerne uno e pareggiarne due.
La storia del torneo di serie A racconta di salvezze raggiunte anche ad una quota più bassa di 32 lunghezze. Nel 2005/2006, il Messina si è salvato con 31 punti, ma il Lecce è retrocesso a quota 29 e pertanto la squadra siciliana avrebbe conservato la categoria anche se avesse avuto 30 lunghezze al proprio attivo. Nel 2021/2022, il Cagliari è finito in B con 30 punti e la Salernitana ha fatto festa a quota 31.
Questi due esempi permettono al club di via colonnello Costadura di sperare di confermare la categoria anche con un bottino inferiore alle 6 o 5 lunghezze. Ma, è il caso di rimarcarlo, si tratta di eccezioni.
Nel 2022/2023 lo Spezia è scivolato tra i cadetti con 31 punti, perdendo lo spareggio con il Verona. Questo significa che la quota-salvezza sarebbe stata a 32 lunghezze. In tre annate agonistiche il tetto minimo per confermarsi in massima serie si è attestato a 33 punti. E’ accaduto nel 2016/2017, nel 2013/2014 e nel 2012/2013. In questi tre tornei, sono retrocessi rispettivamente Empoli, Catania e Palermo, che hanno raggranellato 32 punti.
Fatta eccezione per i cinque casi presi in esame, negli altri quindici campionati di A nei quali sono stati previsti tre declassamenti (quindi dal 2004/2005 al 2023/2024), per brindare sono serviti almeno 34 punti. Nel 2020/2021, il Benevento è retrocesso con 33 lunghezze e quindi la quota-salvezza si è attestata a 34. Trentaquattro lunghezze non sono state sufficienti per fare “cin cin” nelle stagioni 2014/2015 (condannato il Cagliari) e 2008/2009 (quando è toccato al Torino andare tra i cadetti). In quattro circostanze non ha portato alla permanenza nemmeno quota 35 (che, come visto, basterebbe nel torneo in corso). Sono finiti in B con questo bottino di punti il Frosinone (2023/2024), il Lecce (nel 2019/2020, nel torneo reso del tutto particolare dal Covid, con Fabio Liverani in panchina), il Crotone (nel 2017/2018) e l’Atalanta (nel 2009/2010).
Tre volte, si è rivelata fatale quota 36: nel 2011/2012 (per il Lecce, al quale non è bastata la rincorsa effettuata dopo che Serse Cosmi ha rilevato Eusebio Di Francesco alla guida della formazione), nel 2010/2011 (per la Sampdoria) e nel 2007/2008 (per l’Empoli). Ma il ruzzolone in B è calato come una mannaia anche su compagini capaci di comportarsi ancora meglio. È quanto accaduto nel 2018/2019, con l’Empoli terminato nella serie cadetta con 38 lunghezze, le stesse conquistate dal Genoa, messo meglio nel computo de degli scontri diretti (vantaggio che nel campionato che volge al termine il Lecce ha sia rispetto all’Empoli che al Venezia). La medesima sorte, nel 2015/2016, ha penalizzato il Carpi, colato a picco con 38 punti al proprio attivo, alle spalle di Udinese e Palermo, attestate a quota 39.
Nel 2006/2007, del resto, il Chievo si è visto scaraventare giù a dispetto delle 39 lunghezze messe da parte, attardato di un punto da Cagliari, Torino, Siena (penalizzato di uno) e Reggina (penalizzata di 11).
In questo senso, l’annata agonistica 2004/2005 è stata da record. Infatti, sono finite in B l’Atalanta, con 35 punti, il Brescia, con 41, ed il Bologna, con 42, dopo avere perso lo spareggio con il Parma, sancito dalla classifica avulsa che ha premiato la Fiorentina, appaiata alle due emiliane.