serie a

Lecce ok con le piccole, volata tra tanti brividi: messi in cassaforte 23 punti

Antonio Calò

Pareggio con Torino e Monza, in trasferta, e con Genoa, Parma ed Empoli, in casa, vincendo con Verona, Cagliari e Monza, tra le mura amiche, e con Venezia, Empoli e Parma, in campo avverso

LECCE - Nel lotto delle squadre che lottano per non retrocedere, ovvero Como (tredicesimo con 29 punti), Verona (29), Cagliari (26), Lecce (25), Parma (25), Empoli (22) e Venezia (20), dando per spacciato il Monza (ultimo a quota 15), la formazione salentina è quella che si è comportata meglio nelle gare disputate con le altre nove squadre che, come i giallorossi, occupano le ultime dieci posizioni in classifica, mentre è quella che ha fatto peggio nei match disputati con le dieci compagini che figurano nella parte sinistra della graduatoria.

Con i team che in questo momento battagliano nella parte destra della classifica, il Lecce ha messo in cassaforte 23 punti, pareggiando con Torino e Monza, in trasferta, e con Genoa, Parma ed Empoli, in casa, vincendo con Verona, Cagliari e Monza, tra le mura amiche, e con Venezia, Empoli e Parma, in campo avverso.

Avendo sin qui disputato 14 partite con club della seconda metà della graduatoria, la media punti fatta registrare da Baschirotto e compagni contro questi schieramenti è pari a 1,642. Nessuna delle pericolanti ha saputo ottenere altrettanto nelle sfide con le altre “piccole” (considerando tali anche il Torino, attestato a 38 punti, ed il Genoa, che ne ha 35, perché sono tra le seconde dieci della classifica). In questa statistica, dopo il Lecce a fare meglio è stato il Cagliari. I sardi hanno la media di 1,615, data dai 21 punti messi da parte in 13 incontri. Seguono il Como con 1,2 lunghezze a gara, il Verona con 1,181, l’Empoli con 1,166 ed il Venezia con 0,923. Il Parma è il complesso che ha raccolto di meno in quelli che possiamo definire scontri diretti, fermo restando che non tutti lo sono stati nel senso stretto del termine. In questi match, i ducali hanno una media di 0,866.

Il Lecce ha avuto un rendimento deficitario nei match con le prime dieci della graduatoria, avendo pareggiato con la Juventus ed il Bologna, al Via del Mare, ed avendo perso tutte le altre sfide disputate, con una media di 0,133 (2 punti in 15 gare disputate).

Tutte le altre pericolanti hanno fatto meglio dell’undici salentino. Il Como, con gli schieramenti che occupano dalla prima alla decima piazza, ha la media di 0,894. A ruota dei lariani ci sono il Verona con 0,888 ed il Parma con 0,857. Chiudono l’elenco, ma davanti al Lecce, il Venezia con 0,5, l’Empoli con 0,470 ed il Cagliari con 0,312.

Cosa accadrebbe se, negli ultimi nove turni, ciascuna delle pericolanti avesse il medesimo rendimento avuto sin qui nelle gare residue, sia contro le prime dieci che contro le restanti nove squadre? Ebbene, il Como chiuderebbe a 39,494 (quindi tra 39 e 40), il Verona a 39,043 (per difetto a 39), il Cagliari a 35,323 (tra 35 e 36), il Parma a 32,740 (tra 32 e 33), il Lecce a 32,233 (tra 32 e 33), l’Empoli a 30,406 (tra 30 e 31) ed il Venezia a 26,615 (tra 26 e 27).

Nel calcio, però, questi calcoli lasciano il tempo che trovano. Inoltre, si assegnano tre lunghezze per la vittoria ed una per il pareggio e non ci sono le frazioni di punto. Inoltre, ciò che si è verificato per una fetta di campionato può mutare anche radicalmente nella restante parte, nel bene come nel male. Pertanto, per meritare quella storica terza salvezza di fila alla quale tutto l’ambiente anela, il Lecce dovrà dimostrarsi ancora una volta abile a sfruttare i restanti quattro scontri che lo opporranno ad altri team che sgomitano nella parte destra della classifica, mettendo in cassaforte punti pesanti contro Venezia, Como, Torino (in casa) e magari Verona (in trasferta).

Ma, al contempo, i giallorossi dovranno fare qualcosa di meglio di quanto hanno combinato sino ad oggi nelle ultime cinque sfide che li opporranno a complessi che figurano nella parte sinistra della graduatoria, raggranellando qualcosa nei confronti con Roma, Napoli (tra le mura amiche), Juventus, Atalanta e Lazio (in campo avverso). Questa è l’unica strada percorribile per essere artefici del proprio destino in positivo. In caso contrario si tratterà di sperare che qualche diretta rivale faccia peggio.

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