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L’ex difensore Cirillo: «Lecce, non hai scelta andare oltre i limiti: è l’unica strada per sfidare l'Inter»

Antonio Calò

A parlare l' ex difensore del team giallorosso nel 2001/2002, in A, e da gennaio a giugno 2003, tra i cadetti, che ha indossato la casacca nerazzurra nel 2000/2001

LECCE - «Dire che l’Inter è nettamente favorita dal pronostico nella gara di domani con il Lecce è scontato. Né potrebbe essere diversamente se si ragiona sulla caratura dei due organici e sugli obiettivi tradizionalmente differenti per i quali lottano le due squadre. Però, chi ha giocato a calcio sa che, un giocatore che milita in una delle così dette “provinciali”, è proprio in queste partite che si riesce, a volte, ad andare oltre i propri limiti, in quanto le motivazioni sono enormi, come il desiderio di scrivere una pagina di storia, personale e del club, centrando un risultato di prestigio, smentendo le previsioni. Poi spesso questa “fame” non è sufficiente dinanzi alla qualità dei rivali, ma lo si può sapere solo dopo il fischio dell’arbitro che chiude il match. Insomma, sono certo che i salentini lotteranno con tutte le proprie forze e tenteranno di gettare il cuore oltre l’ostacolo, contro un complesso che ha tutto per bissare la vittoria dello scudetto». A parlare è Bruno Cirillo, ex difensore del team giallorosso nel 2001/2002, in A, e da gennaio a giugno 2003, tra i cadetti, che ha indossato la casacca nerazzurra nel 2000/2001.

Oggi procuratore sportivo, l’ex calciatore di Castellamare di Stabia, che è stato nel Salento anche ad inizio carriera, militando nell’Atletico Tricase, in C2, si è cimentato in massima serie anche con le maglie di Reggina e Siena, maturando esperienze all’estero con Aek Atene, Levante, Paok Salonicco, Alki Larnaca, Metz e Pune City. Tra l’altro, Cirillo sa bene cosa significhi ottenere un risultato a sorpresa contro una big, in quanto al suo esordio in A con la Reggina ha contribuito al pareggio per 1-1 conquistato dall’undici calabrese in casa della Juventus, che a fine torneo si piazzò al secondo posto.

«L’Inter è un complesso messo su con l’obiettivo di provare a primeggiare su tutti i fronti - nota l’ex difensore - Per lo scudetto dovrà fare i conti con il Napoli e probabilmente con l’Atalanta, che oramai è un top club. I nerazzurri esprimono un ottimo calcio e possono contare su due titolari per ogni ruolo. Il Lecce dovrà tentare di colmare il gap tecnico con tanta intensità, mettendoci qualcosa di più sul piano della corsa, dimostrando una concentrazione feroce dal primo all’ultimo minuto e facendo leva sulle proprie caratteristiche per tentare di “pungere” negli ultimi trenta metri».

Il tema tattico della gara sembra scritto in partenza: «La formazione allenata da Inzaghi è abituata a “fare” la partita. Spingerà per impossessarsi della metà campo avversaria e per affondare i colpi. L’undici allenato da Giampaolo dovrà chiudere gli spazi, reggere l’urto e ripartire di rimessa una volta riconquistata la palla. Per i salentini sarà fondamentale no farsi schiacciare». I supporter del Lecce sperano che il fattore “Via del Mare” incida parecchio: «La passione della tifoseria giallorossa è un’arma in più. Da alcune stagioni, il club presieduto da Sticchi Damiani può contare su uno stadio sempre pieno, che “spinge” i propri beniamini».

Graduatoria alla mano, in questo momento, la lotta-salvezza coinvolge dieci team: «Con quasi tutto il girone di ritorno ancora da disputare non è strano che in zona-rischio figurino ancora tante squadre. Non mi sarei aspettato di trovare il Torino, ma i granata hanno dovuto fare i conti con più problemi. Da ex, spero che il Lecce riesca a raggiungere il traguardo della permanenza. Anche solo in extremis, in quanto l’unica cosa che conta davvero è salvarsi». Cirillo indica la strada da percorrere: «Per avere concrete chance di farcela è determinante la compattezza dell’ambiente. Proprietà, dirigenti, calciatori e componenti dello staff tecnico devono essere un tutt’uno. A volte, nei momenti difficili, l’unità rischia di venire meno e questo è deleterio qualunque sia l’obiettivo da conquistare».

MERCATO È ufficiale la cessione alla Sampdoria, in serie B, del 28enne esterno Remi Oudin. Il calciatore francese è passato al club ligure con la formula del prestito con diritto di riscatto.

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