BARI - L’imbeccata di inizio settimana in casa Bari coincide con la disamina puntuale ed esaustiva di Francesco Vicari. Il difensore centrale capitolino, graduato capitano dei biancorossi dal gruppo e da Moreno Longo, lascia il campo libero a considerazioni sul momento personale e della squadra.
«La fascia di capitano - attacca - è una grande responsabilità. Assumerla in una piazza come Bari ha un sapore diverso rispetto ad altre realtà. Sono orgoglioso e davvero felice di indossarla». Condizione utile ad aumentare le motivazioni: «Sabato, contro il Cosenza, ho sfiorato il gol. Mi è dispiaciuto non averlo segnato perché sarebbe stata l’occasione per contribuire ad un’altra vittoria. Siamo contenti lo stesso e andiamo avanti». L’incarico ereditato da Valerio Di Cesare come sinonimo di “primo tra pari”. Passaggio di consegna da un romano all’altro: «Il rapporto con lui - sottolinea Vicari - non è cambiato. Rispettiamo i ruoli con la giusta distanza per lavorare tutti in maniera positiva e tranquilla. Fuori dall’ambito lavorativo, ci sentiamo e discutiamo come al solito. Valerio ci aiuta dall’alto della sua esperienza. Può offrirci un contributo rilevante, essere di aiuto a tutti per crescere».
Non solo capitano, ma leader tecnico al centro del pacchetto arretrato a tre. Vicari studia per assimilare i nuovi dettami tattici di Longo: «Mi sento molto tranquillo - assicura -. Il mio modo di essere è lo stesso degli altri anni. Nel senso che cerco di aiutare con lucidità soprattutto i compagni che ne hanno più bisogno. Rispetto all’identità di gioco, si vede che il Bari ha un approccio aggressivo. Si rischia qualcosa, ma il calcio moderno procede in questa direzione». Dopo un inizio in salita, il reparto difensivo sembra essersi assestato: «Non concentrerei il discorso solo sulla difesa. C’è stato un cambiamento generale di tutta la squadra. Stiamo lavorando per mettere dentro dei concetti che l’altro anno non avevamo. Abbiamo bisogno di tempo. Stiamo trovando la nostra identità, cercando di aiutarci l’uno con l’altro per arrivare all’obiettivo migliore possibile». In tal senso, buono l’impatto degli altri difensori: «Ci stiamo trovando bene. Si lavora su concetti nuovi - insiste - e quando li provi per la prima volta possono sorgere dei dubbi. I meccanismi si affinano col tempo. Ci alleniamo con cura e siamo molto disponibili da questo punto di vista».
La squadra ha ripreso a correre ieri per il primo allenamento settimanale in vista della sfida di domenica contro la Cremonese. Grigiorossi avantieri battuti dal Brescia. Vicari alza la guardia: «In B, ogni partita è importante e fondamentale. Ce ne sono state alcune dove l’avversario sembrava abbordabile, salvo poi la smentita del campo. Da anni, la Cremonese porta avanti un progetto ambizioso. Ha dalla sua grandi giocatori, una società di peso. Di sicuro, incontreremo una squadra di valore. Dovremo fare del nostro meglio». Cremonese già affrontata ad agosto nel turno preliminare di Coppa Italia: «Mi aspetto un confronto difficile. L’avversario non si mette in discussione. Ci può stare di sbagliare una partita. Anche il Brescia, poi, è una grande squadra. Mi attendo una reazione da parte del gruppo di Stroppa».
Sul bilancino, anche le aspettative proprie: «Cerco sempre di migliorare in qualsiasi aspetto, gol compreso. Il più bello? Uno segnato al Milan, con Donnarumma in porta. Da una punizione laterale, la spizzai nel secondo palo e finì in porta per mia fortuna». Col Bari ha segnato l’ultimo gol in Lombardia, lo scorso ottobre contro il Brescia. Un indicatore da non sottovalutare: «Spero mi porti bene», sorride prima di tornare per un attimo sulla partita pareggiata sabato scorso al San Nicola contro il Cosenza. «Non sono il tipo che giudica gli episodi - aggiunge Vicari riferendosi all’espulsione di Lella e al rigore provocato da Saco -. Il calcio dà e toglie. Alla lunga, tutto si compensa. Se sei più bravo degli altri, emerge. Certi frangenti possono provocare delle discussioni, ma credo che siamo nell’ordine della normalità».
Polemiche a parte, si percepisce che il clima nell’ambiente sia tornato positivo: «La spinta dei tifosi è forte. Quando senti il sostegno di trenta o quarantamila persone, arriva un’energia incredibile. Ricordo, per esempio, la rimonta ai playoff contro il Sudtirol. C’era una magia meravigliosa. Avverto ancora i brividi a pensarci. Nulla è paragonabile a quell’entusiasmo». La carica della gente può allargare le prospettive stagionali: «In ogni annata si valutano tanti aspetti. Quello mentale, fisico, tattico. Tanti tasselli devono incastrarsi. Stiamo cercando di trovare una quadra. Quando ti ritrovi accanto ragazzi così disponibili e in gamba è senz’altro una fortuna. Dovremo essere bravi e intelligenti a sfruttare queste qualità».
Pessime notizie giungono, intanto, dal giudice sportivo in merito alle decisioni relative al settimo turno giocato lo scorso fine settimana. Nunzio Lella è stato squalificato per due giornate (salterà quindi sia la sfida di Cremona che la serale delle 20.30 del 18 ottobre al «San Nicola» contro il Catanzaro). Questa la motivazione: «Condotta gravemente antisportiva, per avere, all’8° del secondo tempo, a gioco in svolgimento, nel tentativo di liberarsi da una marcatura, colpito con una gomitata all’addome, un calciatore della squadra avversaria». Un turno di stop anche per il vice Longo, Dario Migliaccio che, al 43’ del secondo tempo, ha rivolto una critica irrispettosa agli ufficiali di gara. Infrazione rilevata da un assistente dell’arbitro. Nel tardo pomeriggio di ieri, lo stesso Lella e Giacomo Manzari sono stati ospiti nello stand dello sponsor partner automotive Marino in Fiera del Levante.
Messo fuori rosa nonostante il ritiro precampionato trascorso insieme al gruppo, il centrocampista classe ‘92 Andrea D’Errico dice arrivederci al Bari. La società ha trovato l’accordo per la sua cessione in prestito allo Sporting Dubai FC, formazione degli Emirati Arabi.
















