serie a
Alberto Di Chiara: «Il Lecce c’è, col Parma gara da tripla»
L'ex attaccante accetta volentieri di analizzare l’ormai prossima sfida tra il team giallorosso e quello ducale
LECCE - Nei giorni scorsi, Alberto Di Chiara è stato a Lecce per motivi professionali. Ma è dovuto ripartire per Roma, dov’era atteso da altri impegni. Pertanto, domani (ore 20,45) non potrà essere sugli spalti del «Via del Mare» per assistere alla gara tra la formazione salentina allenata da Luca Gotti ed il Parma, due delle compagini alle quali ha legato il proprio nome in maniera indelebile. «Mi è dispiaciuto tanto non potermi fermare per il match, ma ho dovuto rimettermi in viaggio - sottolinea l’ex attaccante -. Ho avuto il tempo di riabbracciare l’amico ed ex compagno di squadra Claudio Luperto e di salutare il presidente Saverio Sticchi Damiani, con il quale ho chiacchierato amabilmente».
Accetta volentieri di analizzare l’ormai prossima sfida tra il team giallorosso e quello ducale: «Il Lecce è reduce da due risultati utili di fila. Il successo centrato con il Cagliari gli ha permesso di voltare pagina dopo un inizio difficile, coinciso con le sconfitte subite contro due big del livello di Atalanta ed Inter. Poi ha conquistato un punto pesante a Torino, contro i granata diretti da Paolo Vanoli, suscitando una buona impressione. Quello salentino è un complesso solido e compatto, costruito egregiamente da Pantaleo Corvino, che sa come e dove scegliere i calciatori giusti da fare esplodere nei club per i quali lavora». Del Parma dice: «Può contare su un gruppo appena ritoccato, che lavora insieme e con lo stesso trainer da un po’ di tempo. Questo è un vantaggio rilevante perché può contare già su una base importante per quel che riguarda il gioco ed il modo di stare in campo. La proprietà americana ha avuto bisogno di tempo per calarsi nei meccanismi del calcio italiano, deludendo all’inizio in quanto a risultati. Dalla scorsa stagione, però, ha ingranato e dimostra di avere oramai le idee chiare su come muoversi. L’undici emiliano ha probabilmente meno punti di quelli che avrebbe meritato, in quanto è stato punito dagli episodi».
Circa la sfida in cartellone domani, Alberto Di Chiara è convinto che possa accadere di tutto: «È apertissima a qualunque risultato. Ma nell’attuale serie A, livellata verso il basso, è così ogni domenica su ogni campo, fermo restando che ci sono comunque valori differenti tra le diverse formazioni. Il Lecce dovrà guardarsi soprattutto dall’ottimo livello offensivo vantato dai parmigiani, che sono in grado di creare problemi a qualunque avversaria con la velocità e la qualità dei propri attaccanti. Il Parma dovrà stare bene attento alla solidità dei salentini, che magari non dispongono di individualità di assoluta caratura, ma che negli ultimi 180’ hanno fatto vedere di sapere gestire le diverse situazioni. A questo aggiungo che il fatto che la partita sia in calendario al “Via del Mare” non è certo secondario perché la spinta garantita dalla tifoseria giallorossa è trascinante e costituisce un’arma in più per Federico Baschirotto e compagni».
Il doppio ex vede in termini positivi il futuro delle due compagini: «Pur essendo una neo promossa, il Parma dispone di una rosa tale che non dovrebbe avere alcuna difficoltà a giungere in fondo senza correre rischi di alcun genere. Tra tutti spicca il centrocampista avanzato Adrian Bernabè, che è già nel mirino di diverse società top, ma non è l’unico di valore a disposizione di Fabio Pecchia. Il Lecce ha rinnovato il proprio organico perché Corvino è abilissimo a produrre plusvalenze, cedendo i calciatori più corteggiati ed acquistati a pochi soldi, reinvestendole sul mercato per assicurarsi prospetti potenzialmente promettenti da lanciare. Da quanto si è visto sino ad oggi, anche quest’anno ha scelto bene. I salentini lotteranno per la permanenza con buone chance di ottenerla».
Le avventure vissute con la maglia del Lecce e con la casacca del Parma restano indelebili nella sua memoria: «In giallorosso ho avuto come compagno di squadra mio fratello Stefano e per me è stata una bellissima esperienza. Nel Salento ho contribuito alla prima storica promozione in A conquistata con Eugenio Fascetti in panchina, con un intero territorio in delirio ed in festa per giorni. Purtroppo, di questo periodo fa parte anche un evento dolorosissimo, che ancora oggi mi crea un’emozione fortissima. Mi riferisco alla tragica morte di Michele Lorusso e di Ciro Pezzella. Se il Lecce è stato il mio trampolino di lancio, a Parma ho vissuto l’apice della mia carriera, arricchendo il mio palmares con alcuni trionfi in Italia (la coppa nazionale ndr) ed in Europa (Coppa delle Coppe, Supercoppa Uefa e Coppa Uefa ndr)».