i nodi dell'estate

Carissima Puglia, a Fasano i ricci venduti in pescheria a cinque euro e mezzo

Gino Bianco

L'effetto del caro-turismo ma anche del fermo biologico imposto dalla Regione

Vendere un riccio di mare a 5,50 euro non è solo eccessivo: è un errore che rischia di compromettere l’immagine dell’intero territorio. Negli ultimi anni il turismo nella nostra regione ha registrato una crescita significativa, generando benefici economici in diversi settori. Eventi di rilevanza internazionale, come il G7, hanno contribuito a far conoscere queste zone in tutto il mondo, offrendo una straordinaria opportunità di promozione.

Proprio per questo motivo, oggi più che mai, occorre senso di responsabilità. I primi custodi dell’immagine del territorio sono gli operatori del settore: ristoratori, commercianti, gestori di strutture ricettive. È giusto che la qualità abbia un costo, ed è comprensibile che esistano differenze tra un’offerta di alta gamma e un ristorante tradizionale o un B&B. Tuttavia, esiste un limite oltre il quale il prezzo diventa sproporzionato.

Un riccio di mare venduto a 5,50 euro rappresenta una cifra eccessiva a dir poco. Il rischio è duplice: da un lato si scoraggiano i turisti, dall’altro si penalizzano i residenti. Un visitatore che si sente “colpito” da prezzi esagerati difficilmente tornerà, e ancor meno farà una promozione positiva una volta rientrato nella propria città o nel proprio Paese.

L’accoglienza e il rispetto per chi sceglie di trascorrere il proprio tempo e di investire le proprie risorse in questo territorio dovrebbero essere principi fondamentali. Approfittare della stagione turistica con rincari ingiustificati può generare un danno d’immagine talvolta difficile da recuperare.

Questo territorio offre bellezze, tradizioni e qualità che molti ci invidiano. Proprio per questo è necessario adottare prezzi equi e coerenti con l’offerta, nella consapevolezza che la reputazione si costruisce nel tempo ma può essere compromessa rapidamente.

La crescita del turismo è un patrimonio collettivo. Difenderlo è una responsabilità che appartiene a tutti.

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