il disagio
Brindisi e i rifiuti, è caos a Palazzo di città: «Le guardie violano norme»
Scontro vigili-ufficio Ambiente. «Vietato aprire i sacchetti»
A Palazzo di città regna una grande confusione, quantomeno nella gestione dell’igiene urbana. Le diversità di vedute interne agli uffici e alla politica è esplosa nella commissione consiliare Ambiente di ieri. Se per il vice comandante della polizia locale, Italo Guadalupi, le norme vigenti impediscono a netturbini e guardie ecologiche di aprire i sacchetti (cosa che sta avvenendo), per il dirigente all’Ambiente Danilo Morciano questo è possibile. Guadalupi ha anche lamentato il fatto che il comando della polizia locale non sia stato informato della recente installazione delle foto-trappole e il mancato coinvolgimento della polizia ambientale nella distribuzione degli incentivi per i progetti afferenti l’igiene urbana.
Ma anche che il primo verbale elevato dalle guardie ecologiche (arrivato dopo diverse settimane dall’avvio della loro attività, risalente a novembre) non poteva essere notificato in quanto conteneva refusi, oltre che sanzioni troppo basse rispetto al ritrovamento di alcune tipologie di rifiuto. Va ricordato, tra l’altro, che l’abbandono dei rifiuti configura una contravvenzione penale, a differenza dell’errato conferimento che resta un illecito amministrativo. A tale quadro già di per sé complesso, si aggiunge il fatto che, come sottolineato nel corso della commissione, le modifiche della normativa sulla privacy hanno reso più elaborato il trattamento dei dati legato all’installazione delle foto-trappole, comportando ritardi nel loro utilizzo (dovrebbero entrare in funzione questa settimana). Quanto esposto dal vice comandante Guadalupi interroga anche sulla utilità del nuovo Regolamento di igiene urbana per contrastare e sanzionare gli abbandoni indiscriminati. «Eventuali lacune o incongruenze, che a mio parere non sussistono, non possono essere attribuite alla commissione - commenta il presidente della commissione Ambiente, Roberto Quarta - ma a chi ha il compito istituzionale di verificare, validare e bollare tecnicamente gli atti prima della loro approvazione definitiva». Quarta chiede poi la revoca dell’affidamento da 32 mila euro alla Ekoclub per l’utilizzo delle guardie ecologiche, dati i risultati a suo dire assolutamente insoddisfacenti. In tutto questo, la differenziata è inchiodata al 48 per cento.