Roma, 2 gen (Adnkronos) - "Io sono coetaneo della Repubblica, come lo sono della destra politica italiana nata alla fine del 1946 di cui ho legittimamente ricordato la ricorrenza. E oggi mi riservo il diritto di vedere il passato con occhi miei. E oggi, senza necessità di accomodarmi a qualsiasi ricostruzione storica, dico che sarei pronto a difendere con la vita i valori di libertà espressi dalla prima parte della Costituzione". Lo dice Ignazio La Russa al Giornale.
"Se io fossi stato di sinistra, avrebbero tutti detto: che bello un presidente del Senato così al di fuori della formalità. Forse hanno inteso che avessi l’ambizione di fare il presidente della Repubblica e si sono spaventati, ma io questo obiettivo non l’ho mai avuto", spiega il presidente del Senato, che tra l'altro spiega: "È tipico della sinistra il ricorso alla delegittimazione personale. Io sono super partes nell’esercizio delle mie funzioni, tento di riuscirci sempre, tanto che il mio rapporto con i capigruppo al Senato è ottimo. Semmai ho la necessità di ascoltare di più le ragioni dell’opposizione che è numericamente inferiore. Ma non si può confondere il ruolo del presidente della Repubblica con quello del presidente del Senato".
La Russa sottolinea: "Queste accuse di faziosità non le contrasto neanche più. Cercate le mie dichiarazioni, non ne troverete una che delegittima l’avversario. Io posso contrastare le idee ma non le persone. La storia della destra nasce dall’avvertita volontà di superare la mancanza di possibilità di libero confronto nel ventennio". Sul premierato, La Russa spiega: "Dicono che la Meloni vuole la riforma per avere “pieni poteri”. Come se la Meloni per governare avesse bisogno del premierato: sta già governando benissimo senza. Il premierato nasce dalla volontà di fare qualcosa per la Nazione, un atto d’amore per l’Italia del futuro".
















