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disservizi

Canosa, dall’alba in coda
al Cup dell’ospedale

Cup ospedale di canosa

di ANTONIO BUFANO

CANOSA - Alla Settimana della Passione, religiosamente osservata dai cattolici, a Canosa segue (possiamo dire puntualmente ogni anno) il “calvario” degli utenti della sanità pubblica locale, che hanno bisogno delle prestazioni del Centro unico di prenotazione, funzionante presso l’ospedale.
Nelle ultime settimane il servizio è, di nuovo, finito al centro di un’aspra polemica e di un’accesa protesta. I toni si alzano ogni giorno di più, perché i disagi continuano, da qualche settimana, ad essere sempre più insopportabili. L’apertura del Centro è fissata alle otto di mattina, mentre gli sportelli iniziano a funzionare mezz’ora dopo.
Alle 10,30 di ieri (mercoledi 26) il tabellone elettronico indicava che avevano usufruito del sevizio anagrafe 31 utenti, di quello abilitato alle prenotazioni 20 ed, infine, della cassa ticket 28. La macchinetta dei numeri di accesso ai servizi distribuiva, nel contempo, rispettivamente il 52 per il primo, il 66 per il secondo ed il 36 per il terzo. E’ facilmente intuibile la gravità del disservizio: a distanza di due ore dall’apertura degli sportelli era stato servito meno di un terzo degli utenti alle prenotazioni, quasi la metà all’anagrafe ed un settanta per cento circa alla cassa ticket.

E bisogna pur dire che quelli che avevano avuto la fortuna di beneficiare del servizio, a poco più di due ore dalla chiusura, erano ad attendere il loro turno dalle cinque del mattino. Sì, per poter fruire, in giornata, delle necessarie prestazioni bisogna essere all’ingresso del Cup all’alba, altrimenti si corre il rischio (che è concreto osservando i numeri delle prestazioni) di ritornare il giorno successivo per lo stesso motivo. E ci sono, fra gli utenti, anziani, madri, ammalati, per i quali è problematico ritornare il giorno dopo. E tutto questo, che è giustificato motivo di protesta per l’utenza ma anche stress per gli impiegati, è prevedibile da parte della direzione dell’Azienda sanitaria locale Bat, in quanto, a partire dal 1 aprile di ogni anno, i pazienti sono tenuti a rinnovare l’esenzione del ticket, scaduta a fine marzo.

L’affollamento degli uffici e la calca agli sportelli è, quindi, risaputa dagli organi competenti. Basterebbe potenziare il servizio con personale avente le richieste particolari credenziali. O far precedere la data della scadenza del diritto alla esenzione del ticket da una capillare campagna informativa, al fine di spiegare ai pazienti che vi sono alcuni di loro ai quali viene rinnovata automaticamente l’esenzione, in presenza delle stesse condizioni che hanno dato vita al beneficio contributivo sanitario nell’anno passato e che, pertanto, non occorre avere fretta nella richiesta al Cup della prestazione.
Se per alcuni è evitabile l’urgenza; per quelli, che hanno, invece, bisogno di ottenere subito la prestazione, la richiesta si trasforma in un “calvario”. Inammissibile. Determinato dal funzionamento di appena due sportelli su quattro, destinati all’anagrafe e, quindi, anche alle esenzioni del ticket, mentre gli altri due aperti si occupano di cassa e prenotazioni. Sono condizioni, quelle di queste settimane al Centro unico di prenotazione della AslBat, inaccettabili.
Il Centro non può continuare ad offrire prestazioni da “terzo mondo”. Non vanno, innanzitutto, dimenticati i cittadini, che per primi patiscono la disorganizzazione e i disservizi.

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