il caso

Rifiuti sparsi in giro e palazzo imbrattato, a Barletta, il nuovo «gioco» dei vandali

Adriano Antonucci

Sacchetti della raccolta differenziata lanciati come se fossero oggetti da gioco e rifiuti sparsi ovunque. È lo scenario davanti al quale, nella notte di martedì, si sono ritrovati i residenti del cosiddetto palazzo ponte, nella zona 167

Un «gioco» che nasconde una azione vandalica vera e propria. Sacchetti della raccolta differenziata lanciati come se fossero oggetti da gioco e rifiuti sparsi ovunque. È lo scenario davanti al quale, nella notte di martedì, si sono ritrovati i residenti del cosiddetto palazzo ponte, nella zona 167.

L’accaduto non è passato inosservato agli occhi del comitato di quartiere che ha denunciato quanto avvenuto con una dura nota. «Un gruppo di ragazzi - hanno affermato i referenti Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella - ha trasformato un’area pubblica in un teatro di inciviltà, lanciandosi addosso sacchetti della raccolta differenziata – plastica e metalli – come fossero oggetti da gioco. Il risultato è stato uno scempio: rifiuti sparsi ovunque, marciapiedi imbrattati e l’area adiacente alla zona giochi del cosiddetto palazzo ponte ridotta a una discarica a cielo aperto. Un gesto irresponsabile che colpisce non solo il decoro urbano, ma anche il rispetto verso l’intera comunità che quel quartiere lo vive ogni giorno».

A ristabilire la situazione di normalità è stato l’intervento della Polizia Locale. «Un cittadino residente, assistendo alla scena, non è rimasto indifferente. Ha immediatamente contattato la Polizia Locale, che - hanno raccontato Di Bari e Patella - è intervenuta nel giro di circa quindici minuti. Purtroppo, all’arrivo degli agenti, i responsabili si erano già dileguati, ma resta il valore di un comportamento che rappresenta un esempio concreto di cittadinanza attiva».

Per il comitato «episodi come questo non possono essere scaricati su altri: qui la responsabilità è chiara, ed è tutta nel deficit di senso civico che, purtroppo, si manifesta sempre più frequentemente, soprattutto tra i più giovani. Non si tratta di mancanza di servizi, ma di mancanza di rispetto. Rispetto per gli spazi comuni, per chi vive il quartiere, per chi ogni giorno si impegna a mantenerlo dignitoso».

Alla luce di questo, Di Bari e Patella hanno condannato con fermezza quanto accaduto lanciando un appello. «Serve una rete di cittadini responsabili, attenti e pronti a intervenire – segnalando, denunciando, non voltandosi dall’altra parte. Solo così si possono contrastare questi comportamenti e contribuire a far sì che episodi del genere vengano individuati e, auspicabilmente, sanzionati. Il quartiere è di tutti. Difenderlo - hanno concluso dal comitato - è un dovere condiviso».

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