Lunedì 30 Marzo 2026 | 14:37

Barletta, scontro aperto sull’ex convento. Il Pd: «Usato come merce di scambio»

Barletta, scontro aperto sull’ex convento. Il Pd: «Usato come merce di scambio»

Barletta, scontro aperto sull’ex convento. Il Pd: «Usato come merce di scambio»

 
Adriano Antonucci

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Adriano Antonucci

Barletta, scontro aperto sull’ex convento. Il Pd: «Usato come merce di scambio»

Il recupero del bene storico con la cessione di più volumetrie agli ex proprietari

Lunedì 30 Marzo 2026, 12:42

La maggioranza e il sindaco Cosimo Cannito parlano di «svolta storica per Barletta» definendo la convenzione come «unica strada percorribile», il Partito Democratico risponde evidenziando come il territorio cittadino sia diventato ormai una specie di «moneta di scambio». Si accende il dibattito sul recupero dell’ex convento di Sant’Andrea.

Lo scorso 24 marzo, il consiglio comunale ha dato l’ok, con 17 voti favorevoli, alla convenzione che prevede la cessione, da parte del Comune, di volumetrie ai proprietari dei locali sottostanti la struttura collocata nel cuore del centro storico. Grazie a questo atto potranno partire le operazioni di esproprio e di conseguenza iniziare i lavori di recupero dell’edificio, finanziati con circa 17 milioni di fondi statali, ex Pnrr.

Nell’ex convento, a fine ‘800 anche sede di un carcere e ormai da oltre 40 anni in preda al degrado, nascerà l’atelier dell’arte e dei mestieri.

Per il capogruppo della lista Mino Cannito Sindaco, Gianluca Gorgoglione, si tratta di una «svolta concreta dopo anni di attese». «Per decenni - ha spiegato il civico di centrodestra - la struttura è rimasta in stato di abbandono, simbolo evidente di degrado urbano e occasione mancata di sviluppo. Un vuoto architettonico e sociale che ha inciso negativamente non solo sul decoro della zona, ma anche sulla vivibilità e sull’economia locale. Oggi, però, lo scenario è destinato a cambiare. Il via libera arrivato dall’aula consiliare rappresenta molto più di un semplice atto amministrativo: è il punto di partenza per una rinascita attesa da cittadini e operatori economici. Il recupero dell’ex carcere consentirà di restituire dignità a uno spazio strategico, trasformandolo in un nuovo polo urbano multifunzionale».

Sul tema è intervenuto anche il sindaco Cosimo Cannito, evidenziando come i locali sottostanti l’edificio siano stati acquisiti gratuitamente e come quella della convenzione fosse, a suo modo di vedere, «l’unica strada percorribile, nonché l’unica consentita dalla normativa, per evitare estenuanti trattative con i privati necessarie a entrare in possesso dei locali».

Di parere opposto il gruppo consiliare Pd. «Con la cessione delle volumetrie - hanno affermato la capogruppo Rosa Cascella e i consiglieri Lisia Dipaola, Giuseppe Paolillo e Santa Scommegna - sì è avuta la dimostrazione plastica di come il territorio cittadino sia oramai diventato una specie di moneta di scambio». I dem si chiedono se non ci fossero alternative alla convenzione e quanto altro cemento occuperà spazio vitale della città. «Ci sarà una ragione - hanno sottolineato i democratici - se i proprietari non hanno accettato in prima istanza la valutazione del comune, pari a 530mila euro totali, e invece si trovino d’accordo sugli 8.900 metri cubi di volumetrie in cui si traduce quella stessa valutazione? Cannito, in aula, dopo avere quasi con il tono della preghiera, esortato i consiglieri di maggioranza usciti dall’aula a rientrare e votare il provvedimento e, parole sue, “a non avere timori di nessun genere“, poi ha aggiunto: “Io sono sicuro e tranquillo e poi che qualcuno si possa anche arricchire, io non faccio la guerra alla ricchezza, faccio la guerra alla povertà, per cui sono convinto, sicuro, arci convinto, non ho timore di votare questo provvedimento e vi esorto a votarlo.” Insomma, ad un certo punto sembrava una televendita».

Per il Pd nelle parole del sindaco c’è «l’ammissione di non avere alcun tipo di remore nel favorire quella che, di fatto, sarà l’ennesima speculazione edilizia».

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