dopo gli arresti di luglio 2024

Mazzette e regali alla Provincia Bat, chiesto il processo per 14 persone: chiedevano soldi, pesce e acqua minerale

massimiliano scagliarini

Il tema centrale è la discarica Cobema, su cui è in corso in parallelo un’altra udienza preliminare relativa alle ipotesi di danno ambientale. L’udienza preliminare è in programma il 19 giugno davanti al gup

Gli appalti alle imprese amiche sarebbero stati affidati in cambio di soldi, regali, di consulenze professonali, di una Mercedes comprata a 1.500 euro e anche di pesce fresco per le cene. Gli (ormai ex) dirigenti e funzionari della Provincia Bat avrebbero truccato anche i lavori di messa in sicurezza della discarica Cobema di Canosa. È per questo che la Procura di Trani ha chiesto il processo per 14 persone e quattro società: sono accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta, falso e truffa aggravata, oltre che reati in materia edilizia.

A luglio 2024 il gip Domenico Zeno aveva disposto 14 misure cautelari (poi parzialmente revocate) e sequestri per oltre un milione su richiesta dei pm Francesco Tosto e Ubaldo Leo con il procuratore Renato Nitti. Le perquisizioni effettuate dalla Finanza fecero saltare fuori anche somme in contanti dalle scrivanie dei dipendenti pubblici, che nel frattempo si sono dimessi o sono stati licenziati.

Il protagonista della vicenda è Francesco Gianferrini, 66 anni, di Canosa, ex dirigente della provincia e del Comune di Trani, che insieme alla moglie Leda Damiani, 63 anni, e al figlio Joseph Gianferrini (sono tutti difesi dagli avvocati Rolando Sepe e Fabio Verile di Foggia) avrebbe messo su un sistema con cui garantirsi denaro dalle imprese, anche attraverso lo stratagemma del falso preliminare di vendita per un immobile: l’imprenditore Riccardo Galentino, 91 anni, di Andria, interessato all’acquisto del mattatoio di Terlizzi, avrebbe versato alla Damiani la caparra per l’acquisto di una villa mai portato a termine. Un altro imprenditore, Paolo Misuriello, di Barletta (avvocati Carmine Di Paola e Francesco Santangelo), gli avrebbe invece garantito vari favori dalle radiografie gratis nello studio del fratello alla spesa in pescheria fino alla riparazione delle auto di famiglia. Gianferrini risponde anche di ricettazione di beni culturali, perché nelle perquisizioni gli furono trovate in casa delle statuette e delle coppe provenienti da scavi clandestini.

Pesce fresco (aragoste da 300 euro, ricci e ostriche imperiali), prosciutti, pneumatici e persino fardelli d’acqua minerale ed esami medici urgenti in un centro privato di Trani.

Il tema centrale è la discarica Cobema, su cui è in corso in parallelo un’altra udienza preliminare relativa alle ipotesi di danno ambientale. Qui invece si parla di corruzione per l’affidamento per 3 milioni della progettazione ed esecuzione dei lavori di messa in sicurezza all’imprenditore salernitano Franco Robertazzi in cambio di consulenze (false) al figlio di Gianferrini, ma anche la falsificazione dei certificati di collaudo dei lavori contestata al presidente della commissione Paolo Misuriello e al componente Giorgio Bellomo. Altre accuse riguardano il collaudo dei lavori di messa in sicurezza della discarica «Puro Vecchio» di Trani.

Sono state stralciate le posizioni dell’ex dirigente provinciale Vincenzo Guerra, 55 anni, di Triggiano e della moglie Regina Ricciardi (sono in un altro procedimento) e degli ingegneri Gianluca Intini e Antonello Lattarulo, le cui posizioni sono state stralciate e trasferite alla Procura di Bari. Guerra in particolare avrebbe affidato all’ingegner Misuriello l’incarico di coordinatore della sicurezza con modalità ritenute non conformi. In una occasione Misuriello si sarebbe sdebitato consegnando in ufficio 20 prosciutti. Guerra, Intini e Lattarulo, insieme all’altro ex funzionario Francesco Lomoro, 52 anni di Bari (avvocato Rinaldo Alvisi di Barletta), sono inoltre accusati di frode in pubbliche forniture perché Intini e Lattarulo non avrebbero effettuato la caratterizzazione delle matrici ambientali e le indagini preliminari sullo stato di fatto della discarica Cobema che erano state loro affidate e pagate dalla provincia Bat.

L’udienza preliminare è in programma il 19 giugno davanti al gup Marina Chiddo: sono parti offese la Regione, le Province di Brindisi e Bat e alcuni ministeri, oltre che i Comuni titolari degli appalti ipoteticamente truccati, dai bagni di una scuola di Andria alla messa in sicurezza di un viadotto sulla Ruvo-Corato fino al trattamento fitosanitario degli alberi in una piazza di Trani.

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