Giovedì 15 Gennaio 2026 | 16:04

Barletta e la crisi del commercio «I piccoli negozi vanno incentivati»

Barletta e la crisi del commercio «I piccoli negozi vanno incentivati»

 
Adriano Antonucci

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Adriano Antonucci

Barletta e la crisi del commercio «I piccoli negozi vanno incentivati»

Le associazioni: «Favorire le attività nei centri storici, monitorare le vendite online e posticipare l’inizio della stagione dei saldi»

Giovedì 15 Gennaio 2026, 13:46

Spostare la data di avvio dei saldi, regolamentare l’e-commerce, ma anche promuovere un marketing territoriale che aiuti il commercio di prossimità così come la valorizzazione dei centri cittadini e dei centri storici. È la ricetta proposta dalle associazioni di categoria per arrivare alla tanto sospirata svolta. Avviati lo scorso 3 gennaio, i saldi, pur con numeri non totalmente negativi, non stanno offrendo i risultati sperati. Un trend che conferma quanto emerso negli ultimi anni e induce a diverse riflessioni.

«Noi - ha spiegato il referente dell’associazione Strade dello Shopping Barletta, Francesco Piscardi - parliamo ancora di saldi e di stagioni, ma la realtà è che ormai si parla sempre più di saldi di inizio stagione, sia per l’inverno che per l’estate. Nel caso dell’inverno, ad esempio, le temperature iniziano a calare seriamente solo da gennaio, cioè proprio quando partono i saldi. È evidente che c’è una contraddizione». Per questo motivo, secondo Piscardi «sarebbe necessario un tavolo decisionale per spostare i saldi così come avvenuto, con ottimi risultati, nel periodo post-covid. Se questo non fosse possibile, allora bisogna iniziare a ragionare anche su una liberalizzazione, un po’ come avviene con il Black Friday. Oggi un negoziante decide autonomamente quando fare il Black Friday, non esiste una legge che imponga paletti rigidi. Perché non fare lo stesso con i saldi?».

Allargando il raggio dell’analisi all’andamento generale del commercio a Barletta, emerge un quadro non confortante. «Il commercio - ha sottolineato Piscardi - non va bene, e non solo a Barletta: non va bene ad Andria, non va bene altrove. Mancano politiche strutturate di promozione del territorio. Si concentrano energie solo in alcuni periodi, come il Natale, ma il commercio vive dodici mesi l’anno». Per il referente di Strade dello Shopping servirebbe, invece, «una strategia di marketing urbano continuativa, sia estiva che invernale. Non serve inventare nulla di rivoluzionario: basterebbe copiare i modelli che funzionano altrove».

A tal proposito, Strade dello Shopping ha annunciato l’avvio di una interlocuzione con l’amministrazione comunale. «Ci è stato chiesto di incontrarci a gennaio per capire cosa si possa fare concretamente per il territorio. È un primo passo, ma ora servono fatti».

Marketing territoriale e non solo. Il presidente di Confcommercio Barletta, Francesco Divenuto, ha posto l’attenzione anche su altri aspetti. «Non è la pubblicità da sola che fa decollare le vendite, nemmeno nei grandi centri commerciali. Serve anche altro. Servirebbe, per usare una battuta, mettere più soldi nelle tasche dei consumatori: cosa ovviamente impossibile. Quello che chiediamo come Confcommercio è innanzitutto il posticipo di almeno un mese dei saldi. E poi un maggiore controllo sulle vendite online. Oggi l’e-commerce può applicare sconti anticipati senza alcun vincolo, mentre il negozio tradizionale deve rispettare regole rigidissime. Il mercato è completamente sbilanciato a sfavore dei negozi fisici. Basta guardare cosa sta accadendo nei centri cittadini: serrande chiuse in tante strade che un tempo erano ambitissime. Oggi il centro è pieno di locali, mentre il commercio tradizionale scompare».

Le soluzioni proposte da Confcommercio per superare queste difficoltà passano dal dialogo con le amministrazioni. «In alcune città sono stati sperimentati incentivi interessanti: contributi sugli affitti, interventi diretti dei Comuni per calmierare i canoni. La base, però, resta sempre la stessa: regole uguali per tutti. Se il negozio tradizionale deve rispettarle, devono farlo anche le grandi piattaforme online».

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