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Trani, per l'ex distilleria arriva la batosta degli espropri

Trani, per l'ex distilleria arriva la batosta degli espropri

 
nico aurora

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nico aurora

Trani, per l'ex distilleria la batosta degli espropri

Il progetto di riqualificazione dell’area tra castello e cattedrale fa discutere. La determinazione dell’indennità definitiva a favore della società ex proprietaria del sito ha fatto lievitare i costi fino a 1,98 milioni

Lunedì 05 Gennaio 2026, 20:03

Il progetto per la realizzazione del cosiddetto «giardino sul mare» sulla costa nord di Trani, nell’area dell’ex distilleria, entra in una fase cruciale ma non priva di polemiche. E, nel frattempo, si accendono tenui speranze circa la ripresa dei lavori. L’intervento, che rientra nel Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, mira a riqualificare un’area industriale dismessa tra il castello e la cattedrale.

La giunta comunale ha approvato l’aggiornamento del quadro economico dell’opera, reso necessario dal netto rincaro dei costi per l’acquisizione dei suoli privati. Infatti, la determinazione dell’indennità definitiva di esproprio a favore della società Guastamacchia Spa, ex proprietaria del sito, ha fatto lievitare i costi. Dopo che la proprietà aveva contestato le stime iniziali dei tecnici comunali, un collegio peritale ha fissato il valore definitivo in circa 1,6 milioni di euro. Complessivamente, la voce destinata agli espropri è passata da 1,24 milioni a 1,98 milioni di euro.

Per coprire questo «buco» finanziario, il Comune ha dovuto fare ricorso a un nuovo prestito con Cassa depositi e prestiti.

Su questa operazione è intervenuto l movimento politico Articolo 97, attraverso le parole dell’avvocato Alessandro Moscatelli. «Un’altra bella botta per la città di Trani», il commento: l’indennità è cresciuta pesando esclusivamente sulle casse dell’ente e non sui finanziamenti europei. Oltre all’aspetto finanziario, Moscatelli solleva dubbi sulla natura stessa del progetto: «Non dimentichiamo la realizzazione in corso di tre edifici da quattro piani con vista mare, presentati come social housing, e l’incognita sui capannoni della ex distilleria, vincolati dalla Soprintendenza, di cui non si conoscono ancora le sorti». Secondo Articolo 97, il rischio di una ulteriore revisione dei prezzi e l’impatto dei mutui a lungo termine rappresenterebbero un’eredità pesante per il futuro economico della città.

Nel frattempo, secondo quanto rivelato dal sindaco, Amedeo Bottaro, «la ripresa dei lavori di demolizione dell’ex fabbrica è vicina». L’intervento è fermo da un anno e mezzo per questioni di salute pubblica subentrate a lavori in corso, e la ripartenza potrà avvenire solo dopo l’adeguamento alle nuove prescrizioni imposte da Arpa Puglia.

Palazzo di città ha così presentato ad Arpa una relazione tecnica di conformità e un nuovo cronoprogramma, sottoposti a validazione dell’Agenzia. Parallelamente è stato previsto un piano di caratterizzazione del sito, finanziato con 20.000 euro, dopo che alcune analisi avevano evidenziato valori di inquinanti prossimi ai limiti di legge per la futura destinazione a verde residenziale. Infatti, la sospensione dei lavori è legata al sospetto di contaminazioni del sottosuolo, che rende necessarie ulteriori verifiche ambientali e l’avvio dell’analisi di rischio prima della trasformazione dell’area in parco urbano.

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