Il caso
Barletta, l'antico Cimitero dei Greci cade a pezzi: è l'allarme crolli
Pericolo nella zona alle spalle del Sacrario dei Caduti. Italia Nostra lancia un appello al Comune: «Non c'è più tempo da perdere»
BARLETTA - Le pareti sono a rischio crollo, l’ingresso si regge su ormai pochissimi elementi in tufo e legno, insomma è pura fortuna se i tasselli rimasti sono ancora “in piedi”. Il quadro appena descritto è la fotografia esatta di ciò che resta del Cimitero dei Greci, posto esattamente alle spalle del Sacrario dei Caduti, nella sezione monumentale del Cimitero comunale di Barletta.
La struttura semicircolare si compone di mattoni in tufo. L’accesso presenta un cancello in ferro, in alto un architrave imponente con una epigrafe, questa la sua traduzione: “Cimitero dei Greci 1844”. «Con ogni probabilità – spiega Luisa Filannino, presidentessa della sezione cittadina di Italia Nostra – si tratta del cimitero della seconda comunità greco-ortodossa insediatasi a Barletta alla fine del XVIII secolo e proveniente dalla città di Giànnina».
Lo storico barlettano Giuseppe Seccia, all’interno del manoscritto: «Della città di Barletta dal 1769 al 1850» utilizza la definizione di “Cimitero degli infedeli” proprio per riferirsi a questa specifica area. Nell’Ottocento, infatti, quando furono istituiti i cimiteri fuori le mura delle città, si assegnava un settore specifico per i non cattolici. Una zona questa posta solitamente fuori delle mura perimetrali del cimitero.
Un luogo sacro che trasuda storia, segno di una comunità che trovò dunque la sua casa nella città della Disfida. Un sito, come dimostrano le fotografie a corredo del nostro articolo, che riversa in un agghiacciante stato di abbandono e incuria. Le immagini sono state realizzate nel 2017 e 2022. Abbiamo voluto pubblicarle per mostrare come, in questo arco di tempo, la situazione sia al quanto peggiorata. Se le istituzioni non agiranno quanto prima, attraverso un’opera di recupero, probabilmente non vi sarà presto più nulla da fotografare.
«Il cimitero comunale conserva questa importante testimonianza storico-antropologica, anche se il verbo “conservare” in questo caso è del tutto inappropriato – prosegue la guida turistica Luisa Filannino. L’area, infatti, è in pieno degrado. Non c’è memoria di interventi di risanamento, anzi, è probabile che durante i lavori di costruzione del Sacrario dei Caduti lo spazio originario del Cimitero dei Greci fu addirittura ridimensionato. All’interno vi sono delle lapidi coperte da una vegetazione priva di qualunque cura. Il fatto più grave è che le pareti dell’area cimiteriale sono a rischio imminente di crollo, come del resto il prezioso architrave: il timore è che si frantumi in mille pezzi. Eppure, basterebbe davvero poco per mettere in sicurezza quanto meno il muro perimetrale e l’ingresso».
La sezione cittadina di Italia Nostra lancia dunque un appello al Comune di Barletta, affinché si intervenga urgentemente sul Cimitero dei Greci: «Sia trattato con decoro e rispetto». È una richiesta che l’associazione rivolge proprio a pochi giorni di distanza dalla presentazione alla città, dell’ultima tavola restaurata di San Basilio dell’iconostasi custodita nella chiesa Santa Maria degli Angeli, più conosciuta con il nome “dei Greci”. Una significativa testimonianza della presenza di almeno due antiche comunità greche-ortodosse sul territorio come ha raccontato Cinzia Dicorato, la restauratrice dell’icona, in occasione proprio dell’inaugurazione avvenuta martedì 29 novembre.
Durante tale circostanza, il sindaco Cosimo Cannito ha dichiarato: «Tra le linee di mandato, che vogliamo presentare al prossimo consiglio comunale, resta l’impegno di rendere fruibile questo spazio luogo di memoria. Abbiamo in realtà tre siti: la chiesa di San Giorgio, la Chiesa e il Cimitero dei Greci che dobbiamo recuperare, poiché traccia di questa comunità che non è più rappresentata da nessuno». Da qui la preghiera ferma e decisa di Luisa Filannino: «Come è avvenuto per l’iconostasi, speriamo di poter assistere anche al recupero del Cimitero dei Greci, non c’è più tempo da perdere».