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Andria: antenne telefoniche, cittadini in rivolta

Potenza, ok a piano per le antenne. Vicesindaco: fondamentale la mappa

L’installazione di via Scipione l’Africano (zona Madonna dell’Altomare) al momento è bloccata. I residenti scrivono alla sindaca Giovanna Bruno e al prefetto Rossana Riflesso

05 Agosto 2022

Marilena Pastore

ANDRIA - La protesta dei cittadini e residenti di via Scipione l’Africano (zona Madonna dell’Altomare) ha, per il momento, bloccato l’installazione di antenne per telefonia, su traliccio in quella zona, a poca distanza dalle abitazioni.

La mobilitazione immediata ha impedito l’installazione delle antenne il giorno 28 luglio da parte degli operai che spontaneamente interruppero i lavori, con la protesta in corso. Dal 29 luglio scorso si è in attesa dell’incontro con la società di telefonia responsabile, il comune di Andria, come richiesto dai cittadini, si starebbe attivando alla ricerca di un sito alternativo da destinare al nuovo impianto. Non solo. Sul tavolo della sindaca Giovanna Bruno e del neo Prefetto Bat, Rossana Riflesso, sono state depositate in data 3 agosto 500 firme, a sostegno di una petizione popolare che contengono delle richieste precise.
A proporre la petizione il Forum Ambiente e Salute «Ricorda Rispetta» e l’associazione «Io ci sono!».

«Questi impianti, in modo incontrollato, stanno invadendo la città di Andria – denuncia Savino Montaruli per i due enti coinvolti – Così, questa Petizione ha un enorme valore simbolico per l’intera comunità cittadina. Una battaglia che, come abbiamo sempre affermato noi del Forum “Ricorda Rispetta”, non è a salvaguardia di un interesse legittimo localistico ma per comprendere cosa stia accadendo su tutto il territorio comunale. Ecco perché nel testo della Petizione questo è scritto a chiare lettere così come chiare sono le richieste di monitoraggio e localizzazione degli impianti in tutta la città». Da parte della sindaca Bruno sono state rassicurazioni di approfondimento in merito.

I firmatari della petizione chiedono innanzitutto che venga avviata indagine di verifica se gli impianti esistenti nell’intera zona interessata dalla nuova installazione siano stati opportunamente autorizzati; se siano in possesso di tutti i nulla-osta necessari e previsti dalle vigenti normative; rispettino, in primis, le distanze previste per legge o dettate dal senso di responsabilità dai cosiddetti «luoghi sensibili» (scuole, palestre, oratori ecc.); ma ciò che preme ai cittadini è che tutte le decisioni in materia, per questo ente gestore così come per tutti gli altri, si avvii «una collaborazione con l’Ente Pubblico locale sul tema dell’installazione degli impianti, essendo questo un argomento di crescente attualità che suscita ed alimenta le preoccupazioni e le sensibilità dei cittadini. La normativa nazionale inserisce le infrastrutture di comunicazione mobile tra le «opere di pubblica utilità», garantendone la distribuzione in tutto il territorio nazionale. L’installazione delle infrastrutture è subordinata al rilascio di autorizzazione del Comune all’operatore di telecomunicazioni.

All’interno di questo quadro legislativo – conclude Montaruli - il Comune di Andria riteniamo debba dotarsi di un Regolamento aggiornato per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per la telefonia mobile e la minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici, che fissi condizioni precise (anche in termini di distanze minime da luoghi sensibili) da osservare nell’installazione degli impianti, ai fini del rispetto dei limiti di emissione definiti dallo Stato e degli indirizzi urbanistici e monitoraggio ambientale delle Regioni».

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