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il caso

Trani, un cinema chiamato desiderio

cinema impero trani

Nella città dei battenti chiusi, una «scossa» per provare a riaprirne almeno uno

26 Luglio 2022

Nico Aurora

TRANI - Nella città dei cinema chiusi, una scossa per riaprirne almeno uno, l’Impero, le cui serrande sono abbassate dal 2020 a causa della pandemia, e non solo, arriva da due ragazzi di appena 14 anni. L’età può apparentemente sorprendere perché, come spiegheremo più avanti, oggi ci si aspetta che i loro coetanei passino il tempo libero altrove piuttosto che in una sala. Ma il fatto di essere in qualche modo figli d’arte e avere probabilmente visto il loro ultimo film all’Impero, insieme con tanti altri ragazzi (Tolo tolo, di Checco Zalone, ultima proiezione importante di quella sala prima della sua chiusura), potrebbe averli indotti a spendersi per la causa alla loro tenera età. Infatti, Giuseppe Procacci Leone ed Emmanuele Antonio Crescente hanno aperto una petizione on-line, sul sito change.org, chiedendo e ottenendo per il momento una forte adesione (oltre mille firme in meno di 24 ore) da parte di cittadini che condividono il loro obiettivo.

«Siamo qui per condividere quanto sia inammissibile la mancanza di un cinema e di una sala teatrale nella splendida città di Trani - scrivono nella premessa alla raccolta firme -, la quale rappresenta un punto di forza per l’economia in costante crescita della nostra regione e per il turismo vertiginosamente in aumento negli ultimi anni». In questo scenario, «il cinema rappresenta uno spazio culturale essenziale attraverso il suo eterno fascino e la sua potenza aggregativa».
Ma i cinema di Trani sono tutti chiusi e «stare in una città senza cinema è come vivere senza respiro e, per riscoprire quella grande empatia donata da un respiro che solo una scena di un film può regalarci, dobbiamo percorrere diversi chilometri, impedendo così a molti di essere catapultati in quel mondo che da sempre seduce e cattura le nostre emozioni». Da qui l’appello per «fare riaprire uno spazio per l’arte nella nostra città: con una semplice firma potrai aiutarci facendo in modo che la nostra voce sia ascoltata. Siamo arrivati a raggiungere un altissimo numero di firme in un solo giorno, e questa è la dimostrazione del fatto che i cittadini tranesi sono con noi. La cultura va promossa e non trascurata – concludono – e possiamo rendere possibile ciò attraverso una semplice firma».

Peraltro, il sindaco Amedeo Bottaro recentemente ha incontrato i rappresentanti della proprietà dell’Impero proponendo loro che il Comune rilevi il bene e lo affidi in gestione a quella che, a quel punto, sarebbe la ex proprietà: su questo gli interlocutori si sarebbero riservati una risposta che tuttora non risulta ci sia stata. Dal 2008 è chiuso anche il Supercinema e, da allora, è stato solo - ma per fortuna - sostituito il tetto in eternit con una copertura nuova e ovviamente non pericolosa. Per il resto tutto è fermo da 14 anni, ma un operatore di Bari ha già manifestato interesse alla locazione del bene ed ottenuto dalla Regione un finanziamento di 2 milioni e mezzo per i lavori di adeguamento della struttura.

Nel frattempo, però, gli anni passano e, con la recente impennata dei prezzi delle materie prime, probabilmente quella somma non è più sufficiente per avviare qualsiasi tipo di intervento così che, per il momento, quanto ipotizzato potrebbe restare nel libro dei sogni. Nessuna notizia, invece, a proposito dell’ex cinema Bellini, in via Fusco, a brevissima distanza dal Palazzo di città, chiuso dal 2022, non ancora un rudere ma pur sempre un altro cinema vuoto, che completa la terna e quel numero tutt’altro che perfetto. Peraltro, i cinema non chiudono solo a Trani e la domanda che bisogna porsi è forse molto semplice: oggi un cinema quale vita avrebbe nel momento in cui un film esce sulle piattaforme soltanto pochi giorni dopo la sua diffusione in sala? E tutti quei film che sulle piattaforme ci vanno direttamente senza passare dalle sale? E quale pubblico avrebbero i cinema, oggi, in considerazione del fatto che i giovani sono sempre più attirati dalle serie on-line sulle stesse piattaforme che stanno spietatamente condannando il cinema? I due 14enni della petizione sono, forse, una splendida eccezione, ma oggi la gran parte dei loro coetanei li trovi non in coda ad un botteghino, ma davanti a qualche locale con un bicchiere in mano. Scene da titoli di coda, anche con le sale chiuse.

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