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In Puglia e Basilicata

La ricorrenza

Pietro Mennea, 70 anni per un eroe senza tempo

Pietro Mennea, 70 anni per un eroe senza tempo

«Ragazzo del Sud, senza pista» capace di realizzare il record del mondo nei 200 metri. «Freccia del Sud», dal 21 Marzo del 2013 intento ad allenarsi tra le nuvole con la morte che in affanno e con la lingua penzolante è sempre alle sue spalle, oggi avrebbe festeggiato il 70esimo compleanno

28 Giugno 2022

Giuseppe Dimiccoli

Blocchi di partenza. Se  è vero come è vero che i miti dello sport non muoiono mai è doveroso porgere tanti grati e affettuosi auguri a Pietro Paolo Mennea da Barletta.  «Ragazzo del Sud, senza pista» capace di realizzare il record del mondo nei 200 metri. «Freccia del Sud», dal 21 Marzo del 2013 intento ad allenarsi tra le nuvole con la morte che in affanno e con la lingua penzolante è sempre alle sue spalle, oggi avrebbe compiuto 70 anni. Tondi. Del resto quel 28 Giugno del 1952 a Barletta nasceva una stella, lucente e veloce, da mamma Vincenza e papà Salvatore (terzo di cinque figli).

Uomo instancabile, in tutto e per tutto, fu sempre in prima linea nella sua meravigliosa carriera sportiva e nella diffusione della cultura dei valori dello sport e della, spesso dimenticata, lotta al doping. Il suo mantra «soffri ma sogni, la fatica non è mai sprecata» continua ad emozionare e a tracciare percorsi di vita e di sport per tantissimi sportivi e non. Nella rete innumerevoli le citazioni e le attestazioni dedicate «all'uomo bianco, con la rabbia nera dentro», come egli stesso disse all'immortale Cassius Clay. Fulminea la definizione della Treccani nella pagina Enciclopedia dello Sport presente nel Web: «di un fisco non straordinario (1,78 m per 68 kg) riuscì, durante una carriera durata tra un ritiro e l'altro poco meno di un ventennio, a raggiungere risultati di altissimo livello grazie a una grande determinazione e ad allenamenti durissimi sotto la guida di Carlo Vittori».

Il suo «manifesto»? Eccolo: «Ogni tanto c’è qualcuno nel parco che mi chiede: e tu che fai? Vorrei avere abbastanza fiato per rispondere: ho già fatto. 5482 giorni di allenamento, 528 gare, un oro e due bronzi olimpici, più il resto che è tanto. A 60 anni non ho rimpianti Rifarei tutto, anzi di più. E mi allenerei otto ore al giorno. La fatica non è mai sprecata. Soffri, ma sogni». Chapeau. «Pierino», a soli 16 anni, nel 1968 a Barletta, faceva impazzire tutti all’Istituto «Cassandro» allenato dal prof. Alberto Autorino. Poi all'Avis dove, guidato dal prof. Franco Mascolo, vinceva e stravinceva. Addirittura, ricorda il suo amico e staffettista Giuseppe Acquafredda - tra gli artefici di un murale sul palazzetto dello sport di Trinitapoli - «non riuscirono a batterci nemmeno dopo aver buttato un gatto nero nella nostra stanza a Roma nel villaggio Olimpico. Alla staffetta 4 x100 con Pietro, Pallamolla e  Gambatesa vincemmo la gara stabilendo il nuovo record pugliese categoria allievi».

Pietro batteva anche le velocissime Porsche a quattro ruote sul viale della stazione nella sua città natale. Viene ancora la pelle d'oca a pensare che a 19 anni - nel 1971 – fu campione italiano nei 100 e nei 200; nel 1972 primatista italiano nei 200 (20”11). Vi è molto altro. In sintesi: nel ‘74, primo nei 200 agli europei di Roma; nel ‘75, oro nei 100 e nei 200 ai Giochi del Mediterraneo di Algeri, idem nei 200 ai Giochi Universitari di Roma; nel ‘76 quarto nei 200 ai giochi olimpici di Montreal; nel ‘77, secondo nei 200 alla prima Coppa del Mondo, a Dusseldorf; nel ‘78, suoi i 100 e 200 agli europei; nel ‘79 primo nei 100 e 200 alla Coppa Europa (Torino). Tutti in piedi: il 12 Settembre del 1979 record mondiale a Città del Messico nei 200 (19”72); nell’80 medaglia d’oro a Mosca nei 200 metri. Lo incoronarono «Pietro lo Zar». 

E la sua partecipazione a ben cinque Olimpiadi? Impresa straordinaria che fu salutata il 10 giugno del 1997 a Barletta con la consegna da parte di Juan Antonio Samaranch, allora presidente del Cio (Comitato olimpico internazionale) del Collare Olimpico. I suoi allenamenti sono tutti trascritti, di suo pugno, nelle mitiche agende. Diventate, anche, l'oggetto di studio della tesi di laurea del barlettano Pietro Corcella. Cambiamo corsia. Profumata la scia della sua «vita non sportiva». Pietro conseguì cinque lauree, fu illuminato eurodeputato dal 1999 al 2004 dove pose le basi per il riconoscimento giuridico dello sport in ambito europeo con la «Relazione Mennea (A5-0208/2000) - Relazione di Helsinki sullo sport» votata a settembre del 2000 a Strasburgo (chi scrive gli era accanto come assistente accreditato). Avvocato, dottore commercialista, revisore contabile, docente di Istituzioni di Diritto pubblico all’Isef dell’Aquila, e poi, ancora, docente all’Università di Salerno alla Facoltà di Scienze politiche e giornalista. Ma non è tutto. Scriveva libri. Sgambettando sul sito www.pietromennea.it  oltre a vedere tutti i suoi titoli ammirerete le sue imprese sportive con filmati e video epici. 

Tanti gli scritti a lui dedicati. Consigliamo «Quella maledetta voglia di vincere Il romanzo del giovane Pietro Mennea» di Renato Russo edito dalla Rotas.  Commoventi le parole della vedova Emanuela Olivieri – in un indirizzo di saluto al Rotary Club di Barletta in occasione della consegna del premio «Pietro Mennea»: «Quest'anno è davvero speciale per me perché Pietro avrebbe compiuto 70 anni e nello stesso giorno, il 28 giugno, avremmo festeggiato i nostri 25 anni di matrimonio». Gli fa eco, Ruggiero Mennea delegato per la Puglia della fondazione Pietro Mennea, «Oggi avremmo fatto una festa sobria come era nel suo stile. Ci manca tanto. Pietro vive nel cuore di noi tutti».  Sul filo di lana: a Pietro è già stato dedicato un francobollo. Ma manca una statua nella nostra Barletta. Perché non regalargliela come presente di compleanno? Ne riparliamo il 12 Settembre ovvero il «Mennea day»? La statua, la meriterebbe tutta. Tanti auguri. Di vero cuore.

IL RICORDO DELLA REGIONE PUGLIA

La Regione Puglia, attraverso i propri canali social, ricorda Pietro Mennea nel giorno in cui avrebbe compiuto 70 anni. «La freccia del Sud faceva numeri incredibili. Oggi Pietro Mennea da Barletta avrebbe compiuto 70 anni. Per 17 anni, i 200 metri più veloci del mondo sono stati nelle sue gambe, nel suo talento e nel suo encomiabile spirito di sacrificio. Un mostro sacro dell’atletica italiana. Un orgoglio pugliese».

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