Domenica 26 Maggio 2019 | 23:36

NEWS DALLA SEZIONE

In piazza
Canosa, incendiata auto di avvocato ex assessore regionale

Canosa, incendiata auto di avvocato ex assessore regionale

 
Nella Bat
Andria: molestie sessuali e foto osé a bimbo di 11 anni, arrestato 22enne

Andria: molestie sessuali e foto osé a bimbo di 11 anni, arrestato 22enne

 
La sentenza
Spinazzola, Tar boccia aumento Irpef: Comune restituirà soldi ai cittadini?

Spinazzola, Tar boccia aumento Irpef: Comune restituirà soldi ai cittadini?

 
La decisione
Barletta, villette abusive: dissequestro e proprietari assolti

Barletta, villette abusive: dissequestro e proprietari assolti

 
La sentenza
Appalto truccato Comune Trani: cinque assolti

Appalto truccato Comune Trani: cinque assolti

 
La bomba
Barletta, paura per ordigno bellico in mare

Barletta, paura per ordigno bellico in mare

 
Dopo la scossa
Terremoto in Puglia, domani riaprono le scuole a Bisceglie

Terremoto in Puglia, domani riaprono le scuole a Bisceglie

 
Sanità
Andria, donazione multiorgano: il gesto di un 70enne

Andria, donazione multiorgano: il gesto di un 70enne

 
Sanità
Barletta, al via la riqualificazione del Pronto Soccorso dell'ospedale

Barletta, al via la riqualificazione del Pronto Soccorso dell'ospedale

 
L'indagine
Arresto Giancaspro, legale sindaco Trani: «Accuse infondate»

Bancarotta, l'ex patron del Bari Giancaspro interrogato per 6 ore
Legale sindaco Trani: «Accuse infondate»

 

Il Biancorosso

L'INTERVISTA
Bellinazzo.: "Il Bari in serie A un affareVarrebbe tra i 70 e gli 80 milioni di euro"

Bellinazzo: «Bari in serie A un affare tra i 70 e gli 80 mln di euro»

 

NEWS DALLE PROVINCE

LecceIl caso in Salento
Novoli, sbagliano il nome del candidato sindaco: sulla scheda un "De" in più

Novoli, sbagliato il nome del candidato sindaco sulla scheda: un «De» in più

 
BariLa gara
Focaccia barese la più buona d'Italia: premiata al Fico di Bologna

Focaccia barese la più buona d'Italia: premiata al Fico di Bologna

 
MateraAlcuni disagi
Matera, elettori non trovano più i seggi: erano stati cambiati

Matera, elettori non trovano più i seggi: erano stati cambiati

 
BatIn piazza
Canosa, incendiata auto di avvocato ex assessore regionale

Canosa, incendiata auto di avvocato ex assessore regionale

 
BrindisiMala sanità
«Ceglie Messapica, cala il silenzio sull'ospedale»

Ceglie Messapica, fisiatra in aspettativa: niente riabilitazione dopo incidente

 
TarantoIl caso
Mangiano funghi velenosi: famiglia intossicata nel Tarantino

Mangiano funghi velenosi: famiglia intossicata nel Tarantino

 
FoggiaIn largo Risorgimento
Stornarella, la lite tra parenti sfocia in rissa: arrestati 6 romeni

Stornarella, la lite tra parenti sfocia in rissa: arrestati 6 romeni

 
PotenzaControlli del Noe
Rifiuti, quattro ditte non in regola in Basilicata: multe e denunce

Rifiuti, quattro ditte non in regola in Basilicata: multe e denunce

 

i più letti

Incidente probatorio a Lecce

Magistrati arrestati, D'Introno: «Nardi aveva conti in Vaticano, gli ho dato 1,5 mln»

L'imprenditore di Corato conferma anche le mazzette a Savasta, oltre a Rolex e gioielli. Soldi prelevati anche in Svizzera

Magistrati arrestati, D'Introno: «Nardi aveva conti in Vaticano, gli ho dato 1,5 mln»

Un milione e mezzo di euro dati a Michele Nardi, l’ex gip tuttora in carcere che avrebbe ricevuto anche regali in natura tra cui un Rolex, diamanti, viaggi e lavori di ristrutturazione, poi altri 500mila euro all’ex pm Antonio Savasta. Il tutto per provare a sistemare i suoi problemi giudiziari. L’incidente probatorio nell’inchiesta sulla giustizia truccata a Trani si è aperto con la confessione di Flavio D’Introno, l’imprenditore di Corato che con il suo racconto è già stato determinante per gli arresti disposti a gennaio dalla Procura di Lecce. E che ieri - confermando il racconto delle mazzette pagate ai giudici - ha depositato un memoriale di 60 pagine con cui ha aperto pure nuovi capitoli: «Nardi - ha detto rispondendo alle domande del procuratore Leonardo Leone de Castris e della pm Roberta Licci - mi disse di avere anche un conto allo Ior, e di temere che i soldi depositati nella banca del Vaticano potessero sparire».


Una udienza fiume, quella davanti al gip Giovanni Gallo, udienza che dopo quasi 10 ore è stata aggiornata a giovedì per consentire il controinterrogatorio di D’Introno da parte delle difese degli altri indagati, cristallizzando così le dichiarazioni dell’imprenditore di Corato che avranno valore di prova. Il confronto proseguirà (la successiva udienza è fissata al 28) con gli esami di Savasta (avvocato Massimo Manfreda) e di Vincenzo Di Chiaro, il poliziotto finito in carcere con le stesse accuse mosse ai due magistrati (associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, falso): anche lui, come Savasta (che per questo ha ottenuto gli arresti domiciliari nella sua abitazione di Barletta) ha scelto di collaborare.
D’Introno ha risposto a tutte le domande dell’accusa e ha confermato di aver dato ai due magistrati fiumi di contanti, in più occasioni, nel corso degli anni: «Parte dei soldi - ha spiegato - l’ho prelevata da un conto che avevo in Svizzera».

L’imprenditore ha poi ricostruito la genesi dei suoi rapporti con Nardi e Savasta, e anche la decisione di collaborare: «Ho reso molti interrogatori - ha detto in sostanza - ma mi riconosco solo negli ultimi, perché solo da un certo punto in poi mi sono sentito protetto dalla giustizia: prima temevo che Nardi e Savasta potessero arrivare anche a Lecce». E così D’Introno, sulla cui testa pende una condanna definitiva per usura che gli costerà il carcere, ha raccontato del conto di Nardi nella banca di Oltretevere: «Mi spiegò di aver scoperto lo Ior in occasione di una indagine sul Vaticano, e di aver compreso quanto fosse conveniente avere un conto lì». In effetti, dopo il trasferimento a Roma come pm, Nardi a partire dal 2012 si è occupato dell’indagine sulla bancarotta dell’Idi che portò a numerosi sequestri nei confronti di alti prelati e di persone vicine alla congregazione dei figli dell'Immacolata Concezione che gestisce l’ospedale specializzato nelle patologie dermatologiche.
L’incidente probatorio riguarda 12 persone tra cui anche l’altro ex pm di Trani, Luigi Scimè (avvocato Mario Malcangi), che insieme a Nardi, Savasta, D’Introno, agli avvocati Giacomo Ragno e Simona Cuomo, a Savino Zagaria (ex cognato di Savasta) risponde di vari episodi di corruzione, concussione, falso, calunnia, millantato credito ed estorsione. Ieri in aula erano presenti quasi tutti gli imputati e le parti offese, con i rispettivi difensori. D’Introno ha parlato anche di Scimè, confermando ciò che aveva detto in sede di interrogatorio a proposito dei soldi che avrebbe dato al pm in un incontro a Milano, ma dicendo di non sapere nulla sul «visto» che Scimé avrebbe messo a una richiesta di sequestro presentata da Savasta per alcune cartelle esattoriali.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400