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Lectio Magistralis di Zecchino su Federico II

Lectio Magistralis di Zecchino su Federico II

Oggi e domani a Castel Del Monte si parla delle Costituzioni di Melfi

04 Aprile 2019

Paolo Pinnelli

Due prestigiosi approfondimenti, nell’ambito della mostra “Il potere dell’armonia. Federico II e il De Arte venandi cum avibus” in corso a Castel del Monte si terranno, sempre nel maniero federiciano oggi 4 e domani 5 aprile, su iniziativa de “Il Cigno GG Edizioni” e “Novapulia”.
“Federico II e le Costituzioni di Melfi. La sponda giuridica” è il titolo della lectio magistralis che Ortensio Zecchino, terrà oggi alle 16.30, presidente del Centro Europeo di Studi Normanni, che è stato curatore della mostra allestita a Castel del Monte e autore delle fotografie in esposizione.


Zecchino illustrerà “Le Costituzioni di Melfi”, volute da Federico II per disciplinare la vita istituzionale e sociale del Regno di Sicilia, furono promulgate nell’agosto del 1231 dall'imperatore svevo nella città di Melfi e raccolte nel Liber Augustalis. Il codice legislativo, fondato sul diritto romano e normanno, è considerato tra le più grandi opere della storia del diritto. Prevedeva infatti la realizzazione di uno Stato centralizzato, burocratico e tendenzialmente livellatore, con caratteristiche che gli storici hanno reputato “moderne”.


«È il primo testo legislativo scritto, dopo il crollo dell’impero romano, emanato da un legislatore laico – spiega il prof. Zecchino -. Non a caso è riconosciuto come il più grande monumento legislativo laico del Medioevo, pietra miliare della cultura politico-giuridica occidentale. È un testo molto importante perché pone le basi della sovranità, sulle quali si svilupperanno le ideologie che porteranno allo Stato moderno. Non solo. È importante perché affronta tutti gli aspetti fondamentali della vita concreta del regno meridionale”. Un vero capolavoro giuridico.


“Il testo costituzionale di Federico II contiene norme dettagliatissime in tema di istruzione, sanità, università, difesa delle donne: ha gettato così le basi di uno Stato “moderno” in grado di acquisire la pienezza delle sue funzioni, capace di ricomporre all’unità nella sovranità dello Stato. Dopo questa Costituzione, purtroppo, è seguito un lungo periodo di regresso”.
Venerdì 5 aprile alle 11 sarà Anna Laura Trombetti Budriesi, ordinaria di storia medievale all’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum” e massima specialista del trattato “De Arte venandi cum avibus”, avendone curato l’edizione critica e la prima traduzione completa in italiano, che discuterà di “Federico II, la vita e il manoscritto del De Arte”. Trombetti ha realizzato l’apparato scientifico su cui si snoda la mostra, ancora allestita a Castel del Monte.


Anna Laura Trombetti presenterà i momenti fondamentali della vita e dell’azione politica di Federico II, per soffermarsi  quindi  sul trattato di falconeria “De arte venandi cum avibus” e sulla sua tradizione manoscritta descrivendo i due codici più antichi che recano la versione del trattato in due libri (miniati), che si deve al figlio Manfredi e quella in sei libri   che si deve al figlio Enzo, prigioniero nella Bologna guelfa tra il 1249 e il 1273.
Trombetti, inoltre, tratterà delle qualità del perfetto falconiere a partire dal trattato arabo di falconeria  “Al Bayzara” (X secolo, Egitto),  passando per il Dancus rex (scritto in Sicilia durante il regno di Ruggero II),  per finire con il Libro del falcone, opera in versi del capo militare e padre della lingua pashtu, l'afghano Khushal Khan Khattak (1613-1689), mettendo il luce analogie e  differenze con il trattato federiciano. Alle due lectio magistralis si può accedere solo con invito, che può essere richiesto, fino ad esaurimento dei posti, inviando una mail a redazione@ilcigno.org. L’ingresso è gratuito.

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