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La sentenza

Trani, donna si infortunò per una buca: Comune risarcirà

Alla signora è stata accordata una somma di 45mila euro che fra interessi legali ed altre spese sono diventati 60mila euro

Donna si infortunò a causa di una buca il Comune di Trani condannato a risarcirla

TRANI - Aveva chiesto un risarcimento di quasi 100mila euro. La sentenza del Tribunale di Trani ha accolto parzialmente la sua domanda, accordandole una somma di 45mila euro. Tuttavia, fra interessi legali ed altre spese il consiglio comunale, nel corso della seduta di ieri, ha dovuto riconoscere un debito fuori bilancio di 60mila euro. Si tratta della somma più alta che concorreva a formare i 150mila euro complessivi, riconosciuti dall’assemblea in dieci, diversi provvedimenti legati a debiti contratti dall’ente.

LA VICENDA - La storia, ancora una volta, è legata alla caduta di una cittadina per strada ed alle conseguenze che tale incidente ha determinato, in maniera pressoché permanente sulle condizioni fisiche della donna. L’atto di citazione veniva notificato il 18 maggio 2012, quando la cittadina conveniva in giudizio il Comune per ottenere il risarcimento dei danni subiti in occasione di una caduta avvenuta il 29 agosto 2009, alle 20.30, mentre percorreva a piedi piazza Generale Carlo Alberto dalla Chiesa.

La donna, giunta in prossimità dell’attraversamento pedonale che conduce dalla piazza al marciapiede, posto sul lato nord verso via Maraldo da Trani, accingendosi ad attraversare sulle strisce pedonali cadeva rovinosamente al suolo a causa di una buca situata immediatamente sotto il marciapiede. Tale buca, nelle ore serali, non era né visibile, né segnalata.

I DANNI CAUSATI - Alla cittadina veniva diagnosticata la frattura scomposta dell’estremità distale dell’omero destro, circostanza che la obbligava ad un intervento chirurgico per la riduzione della frattura con mezzi di sintesi, confezionamento di una doccia gessata e successivi trattamenti riabilitativi. All’epoca dell’introduzione del giudizio la paziente risultava guarita, ma con postumi permanenti tali da incidere anche sulla sua attività specifica di casalinga.

LE CONTESTAZIONI - Il Comune contestava totalmente la domanda dell’attrice, «evidenziando come la responsabilità della pubblica amministrazione per eventi dannosi determinati da eventuali buchi presenti sulle strade e marciapiedi di proprietà comunali - si legge nel provvedimento - sussiste solo nelle ipotesi di pericolo occulto non visibile e non prevedibile, non potendo ricadere sull’amministrazione pubblica le conseguenze dannose di condotte negligenti o impedite dell’utente». Pertanto, chiedeva il rigetto della domanda.

Nell’evoluzione del giudizio si è potuta documentare la sussistenza di un dislivello proprio a ridosso del cordolo del marciapiede dal quale la donna era scesa, causa erosione dell’asfalto, che creava una cavità su manto stradale. Allo stesso modo si è arrivati a stabilire che i danni riportati dalla cittadina erano compatibili con l’evento per cui è causa, trattandosi di lesione di chiara natura traumatica provocata dal impatto diretto al suolo del gomito in flessione.

CONCORSO DI COLPA - Il giudice, tuttavia, ha anche riconosciuto un comportamento colposo della danneggiata: «La donna avrebbe dovuto adottare maggiore prudenza e attenzione nel passo, in ragione della necessità di affrontare il dislivello creato da marciapiede stesso». Pertanto le responsabilità sono state accertate nella misura del 55 per cento, a carico del Comune, per la mancata manutenzione della sede stradale, e del 45 per cento, a carico della donna, per il suo comportamento non del tutto accorto.

Così, a distanza di ben nove anni dall’evento, la vicenda si chiude con un concorso di colpa e l’accoglimento parziale della domanda risarcitoria.

Di certo 60.000 euro restano una somma particolarmente rilevante, mentre con poche migliaia di euro si sarebbe potuta sicuramente ripristinare quella parte di sede stradale, con una ordinaria manutenzione che avrebbe evitato che il Comune finisse, anche questa volta, nei guai.

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