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Basket, Spagnolo e un sogno a occhi aperti: «Troppo bello. Ora datemi la Nba»

spagnolo basket brindisi

«La famiglia è il mio motore, Brindisi la casa per sempre. E con Pozzecco c’è già feeling»

29 Giugno 2022

Pierluigi Potì

BRINDISI - A soli 19 anni può già dire - ed è tra pochi eletti - di aver toccato... il cielo con un dito. Il brindisino Matteo Spagnolo, scelto nei giorni scorsi al “draft” Nba 2022 con la chiamata numero 50 dai Minnesota Timberwolves, sta davvero bruciando le tappe: prima l’approdo - primo italiano nella storia - al Real Madrid (con il quale il play è attualmente sotto contratto), poi l’esperienza nel campionato italiano con la maglia della Vanoli Cremona (dove si è messo in luce, malgrado la retrocessione), quindi il sogno (divenuto realtà a primo colpo) di “assaggiare” la Nba, finendo con il convincere i “lupi” di Minnesota a credere nelle sue potenzialità. Nel mezzo, ciliegina sulla torta, le prime chiamate in nazionale e l’attesa per la prossima con il nuovo coach Gianmarco Pozzecco.
Matteo, qual è stato il tuo primo pensiero alla notizia della scelta dei Minnesota?
«Ma cosa è successo?, mi sono chiesto. Ero abbastanza fiducioso, ma una cosa è la consapevolezza dei propri mezzi, altra sentir pronunciare il proprio nome in quel contesto. Troppo bello...».
Il merito è soprattutto tuo, ma anche... di chi altro?
«La mia famiglia, papà Fabio, mamma Valeria e mia sorella Roberta, che mi sono stati sempre accanto, sia nei momenti buoni che in quelli difficili, e tutti gli allenatori con cui ho giocato. In graduatoria, ci metto pure i compagni di squadra e gli amici».
Qual è la tua forza?
«Forse l’essere lucido nel prendere le decisioni e il non farsi prendere troppo dall’entusiasmo quando le cose vanno per il verso giusto e, al contrario, non buttarmi giù quando non vanno bene».
Un primo sogno nel cassetto si è avverato: quel è il prossimo?
«Ovviamente, giocare in Nba. In ogni caso, punto a proseguire nella mio percorso di crescita come ho fatto finora per cercare di arrivare nella lega in cui sono stato scelto. Il Draft è il primo passo, non il punto di arrivo».
Tutti parlano di te: riesci così giovane a gestire questa popolarità?
«E’ normale che quando succede una cosa del genere si finisca sotto i riflettori. Per me la cosa importante è continuare a credere in me stesso, essere positivo e andare avanti con umiltà, anche ascoltando le critiche quando sono costruttive».
Spagnolo e la Nazionale: sei in attesa di una chiamata dal nuovo coach Pozzecco?
«L’ho conosciuto l’anno scorso durante una partita con Cremona e mi sembra una persona molto disponibile e con una grande passione per il basket. Disponibilità che, ovviamente, è reciproca».
Dove giocherai la prossima stagione?
«E’ una decisione che prenderò tra qualche giorno, d’accordo ovviamente con la mia attuale società, il Real Madrid».
Brindisi è la tua città natale: conservi sempre un forte legame?
«Non potrebbe essere diversamente: lì ho la mia famiglia e tanti amici e ci torno (come ha fatto in questi giorni, ndr) sempre volentieri. Giocare con Brindisi? Chissà, magari a fine carriera, anche per stare più vicino ai miei affetti».

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