Secondo il responsabile dela Cia della Val d'Agri, Nicola Pisano, "a rischio sono gran parte dei 1.400 ettari di aziende che coltivano tra l'altro il fagiolo di Sarconi Igp, ortaggi e produzioni ortive di pregio e di reddito. In pericolo inoltre le coltivazioni di mais con le conseguenti ricadute negative dirette sulle aziende zootecniche della valle per i rifornimenti alimentari da destinare al bestiame".
Per la Cia "le responsabilità sono essenzialmente nella cattiva gestione del Consorzio di Bonifica che non si è preoccupato di 'invasarè la diga di Marsiconuovo con un maggiore quantitativo d'acqua e non ha realizzato alcun progetto di ammodernamento delle condotte che perdono acqua".
Secondo la Cia della Val d'Agri, "per correre ai ripari e salvare le produzioni in atto è necessario, come è accaduto in altre occasioni di siccità, che Acquedotto Lucano consenta il prelievo di acqua da alcune delle sorgenti della Val d'Agri da destinare ad uso irriguo".















