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Stellantis e aziende dell’indotto prosegue la lenta risalita

ANTONELLA INCISO

Crisi e nuove commesse, situazione a macchia di leopardo

È una salita produttiva rallentata quella della fabbrica Stellantis di San Nicola di Melfi. Lo scenario internazionale tra componenti e materie prima che mancano o arrivano in ritardo, da almeno due settimane, costringe lo stabilimento lucano a lavorare, come dicono i sindacati, “a singhiozzo”. Una situazione non facile che si innesca alle prospettive che, tra alti e bassi, vive l’indotto.

Tra meno di una settimana a Potenza ci saranno gli incontri in Regione su Pmc e Ma ed a Roma ci saranno al Ministero per le Imprese ed il Made in Italy i tavoli sulla Tiberina, la Brose e la Pmc. Obiettivo: capire se ci sono possibili aperture su nuovi investitori in modo da evitare lo stop definitivo alle attività ed i relativi licenziamenti e rinnovare gli ammortizzatori sociali in scadenza in attesa di soluzioni definitive. Questo mentre c’è anche chi spera che le nuove commesse assegnate alla YanFeng, per la produzione di pannelli per la nuova Tonale, possano avere un effetto positivo anche su altre aziende in crisi.

“La luce è ancora lontana, perché le criticità aumentano sempre di più. La stessa fabbrica non sta garantendo la salita produttiva che ci aspettavano, la guerra e le diverse situazioni non riescono a garantire il processo. Quelle poche aziende che hanno preso le commesse non lavorano perché l’azienda principale Stellantis non lavora e le richieste di ulteriori incentivi all’esodo e di ulteriori ammortizzatori in deroga stanno aumentando. Ora stiamo aspettando l’appuntamento con l’amministratore delegato, a maggio, per la presentazione del piano industriale”, sottolinea il segretario dell’Uglm di Potenza, Giuseppe Palumbo, evidenziando una situazione intricata. Alle ombre, però, si somma anche qualche luce.

“Abbiamo chiuso la vertenza sull’azienda Mossucca con gli ammortizzatori sociali mentre ci sono aperture per le crisi legate alle aziende vicine a Trasnova che, in Basilicata, significa il ritiro dei licenziamenti e l’apertura agli ammortizzatori sociali per la Logitech e la Tecnoservice”, commenta Pasquale Capocasale, segretario generale della Fismic Basilicata che domani, venerdì 27 marzo, terrà il congresso regionale con la vice segretaria generale della Fismic, Sara Rinaudo. “Stellantis si è resa conto di aver depauperato una filiera, di aver fatto scelte drastiche chiudendo delle motorizzazioni che sono ancora appetibili sul mercato. La nuova strategia di Stellantis prevede un ritorno indietro. Le nuove motorizzazioni saranno annunciate il 21 maggio con il nuovo piano industriale per i prossimi anni e lì capiremo la nuova strada che si intraprende”, aggiunge Capocasale.

A pesare, comunque, è il clima di incertezza che si continua a respirare. “Non è più sostenibile continuare a rinviare o lasciare tutto nell’incertezza. Occorre passare rapidamente dalle parole ai fatti», spiega Gerardo Evangelista, segretario regionale della Fim Cisl sulle vertenze in atto, a cominciare dalla Pmc nella quale i lavoratori sono in presidio permanente da 164 giorni”.

“L’incontro al Mimit del primo aprile dovrà fornire risposte concrete e segnare l’avvio di una nuova fase industriale, superando l’attuale stallo. Le vertenze nel sito automotive di Melfi sono numerose – prosegue Evangelista – Accanto a Pmc e Brose, che necessitano di riconversione, vi sono aziende come Tiberina, Marelli, Snop e Lear che hanno acquisito produzioni, ma non sufficienti a garantire la piena occupazione. Bisogna sostenere la riconversione delle aziende in difficoltà e rafforzare quelle realtà che stanno acquisendo nuove commesse”.

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