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Ecco il popolo  lucano di Facebook

di LUCIA DE GREGORIO
Su «Faccialibro» spuntano nuovi gruppi tra orgoglio d’appartenenza e promozione. C’è chi veicola in rete i proverbi lucani e chi denuncia la presenza di molti fossi lungo le strade del capoluogo lucano. «Sopa Putenz’» è invece un gruppo dedicato agli abitudinari passeggiatori di via Pretoria
Ecco il popolo  lucano di Facebook
di LUCIA DE GREGORIO 

Si scrive Facebook, ma si legge feisbuc ed è il più diffuso e «cliccato» social network dei nostri tempi…. o per dirla semplicemente, uno strumento che permette a molti di ficcare il naso nei casi di molti altri. Ma andiamo con ordine. Faccia-libro (questa la traduzione letterale della parola inglese) nasce nel 2004 ad opera di uno studente della prestigiosa Università di Harvard e da quel momento si diffonde a macchia d’olio come mezzo per conoscere nuovi amici, rintracciarne di vecchi, chattare e «rimanere in cont atto». 

Gli utenti, inoltre, possono decidere di iscriversi a una o più reti, organizzate ad esempio per città, posto di lavoro, scuola e religione ed è così che sorgono gruppi più o meno bizzarri, più o meno fantasiosi. Anche Potenza e la Basilicata tutta non è rimasta immune da questa strana sindrome feisbuchiana e così navigando rapidamente on line ci si imbatte in gruppi che vale la pena citare. «Sei lucano se….» per esempio è uno dei più visitati. Illustrato da una succulenta fotografia di baccalà e peperoni cruschi, dà subito l’idea del suo contenuto e leggendo già le prime righe della presentazione, si capisce subito che si tratta di un gruppo semiserio: «Sei lucano se... puoi decidere di andare al mare sia sullo Ionio che sul Tirreno senza uscire dalla tua regione», recita il primo «comandamento», ma già il secondo incalza con «Sei lucano se... ti hanno chiesto almeno una volta se la Basilicata si trova in Campania». 

E poi il mitico «Sei lucano se... quando dici vengo dalla Basilicata la gente ti dice 'Ah, sei basilichese' e allora tu rispondi 'no, no Lucano' e siccome la seconda risposta….. non si può cambiare, la gente ti inizia a raccontare che una volta è stata in Svizzera, ma che non ha potuto visitare Lugano, eppure gli sarebbe piaciuto farlo». E ancora: «Sei lucano se... dici spesso "Cosa vuoi di più dalla vita?!» e se «l'uovo fritto è rigorosamente con i peperoni cruschi». 

Di grande interesse anche il gruppo «Proverbi lucani», che ha raccolto fino ad ora numerosissimi motti e proverbi, citati rigorosamente in dialetto originale, con tanto di traduzione in italiano: 771 sono le espressioni tipiche riportate da numerosi lucani sparsi nel mondo, giovani e meno giovani. Ricordiamo le più divertenti: «L'Amicizia s’ manten quann' u panar vaj e ven», che non ha bisogno di traduzioni o esegesi. Segue il divertente proverbio della zona del Lagonegrese: «Quannu Sirinu si mitt u' cappucc vinnit a vacca e accattat u' ciucci'. Quannu Sirinu si mitt a cappa vinnit u' ciuccio e accattati a vacca». Che tradotto sarebbe: quando il monte Sirino indossa il cappuccio (dunque sul Sirino c’è poca neve ed è primavera), vendi la vacca e compra un asino (con cui andare nei campi); viceversa, quando il Sirino mette la cappa (cioè è imbiancato tutto il monte) vendi pure l’asino e torna alla vacca. 
E infine da Corleto Perticara, un’ ode alla coerenza recita: «Nun t'nim pan e sciam achhienn sauzizza» che tradotto suona: non abbiamo pane, vogliamo addirittura la salsiccia…. modo un po’ rustico di dire che se manca il necessario, non si può chiedere il superfluo. 

Il Gruppo «Confesso, sono nato in Basilicata! Sì la Basilicata esiste» con 6607 membri è un vero e proprio manifesto dell’orgoglio di essere lucani, così come quello «Basilicata bella scoperta!», illustrato da una bella immagine del Cristo di Maratea e corredato da diverse foto e video, che pubblicizzano le bellezze locali. «Basilicata facebook» con 8.217 iscritti è sicuramente quello più visitato insieme a «Promuovere la Basilicata» (7.023 iscritti) e «Lucani su facebook…. vediamo quanti siamo», che, al suo interno, contiene un divertente sottogruppo dal titolo (in dialetto chè fa più effetto) vagamente polemico: “Matera città dei Sassi, Potenza città dei…«fuoss». Come non citare il gruppo più strampalato, ma anche quello più comico? Prende il nome dal più frequente modo di dire che ci sia in circolazione, a Potenza e dintorni. 

Si chiama, infatti, «Ef fess’» e in esso il modo di dire, usato a seconda delle circostanze come esclamazione di stupore, come rimprovero o come semplice intercalare, è addirittura declinato in tutte le sue forme più bizzarre. E c’è pure chi ammette che dalla Lucania in su nessuno conosce questa parola e aggiunge: «ignoranti... effessizzatevi tutti». Anche il capoluogo di regione, naturalmente, non si è fatto scappare l’occasione di avere un posto al sole nel social network più “in” del momento e senza difficoltà sono sorti numerosi gruppi: «Potentino e me ne vanto» per esempio, che recita fieramente nel sottotitolo “La vera Lucania siamo noi” o quello «Potenza in un solo gruppo». C’è anche il più preoccupante «Odio Potenza», fortunatamente supportato da soli 513 membri, molti dei quelli del materano: il titolo, dunque, non segnala nulla di nuovo, a parte l’antica e un po’ inutile rivalità tra le due città lucane. 

Infine il più goliardico «Sopa Putenz’» dedicato, come recita una didascalia, a quanti sono abitudinari passeggiatori di via Pretoria, con tutti i suoi punti di riferimento. Insomma, ce n’è per tutti i gusti e in questi giorni drammatici, il popolo di internet non ha voluto fare mancare il suo sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto: «La Basilicata è con tutti gli abruzzesi in questo momento difficile», infatti, è il neonato gruppo, che raccoglie iniziative sorte spontaneamente da parte degli iscritti in favore dei nostri sfortunati connazionali.

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