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il caso

In stazione a Bari
da mesi senza giornali

L'edicola sul primo binario ha chiuso. Rapporto complesso fra costi e guadagni

In stazione a Barida mesi senza giornali

di DANIELA D'AMBROSIO

BARI - Costi troppo alti rispetto ai guadagni: l’edicola della stazione centrale ha chiuso i battenti da fine novembre. Sulle prime i frequentatori abituali hanno ipotizzato una chiusura temporanea, magari la ristrutturazione del locale. O un trasferimento. E quindi su e giù lungo il primo binario per individuare l’espositore dei quotidiani fra le vetrine. Poi niente. Sono passati quasi due mesi e di edicola neanche l’ombra.

In tempi in cui il treno si usa forse più dell’aereo, in epoca di «Frecciarossa», con le sue tre ore e mezzo per la tratta Bari Roma, in stazione bisogna arrivarci «attrezzati» con il proprio quotidiano preferito, o libro da leggere che sia. Gli habitué lo sanno, tutti gli altri chiedono in giro e poi vengono indirizzati alla vicina stazione della Bari Nord o al chioscone in piazza Moro, nei dintorni della fontana. Ma se il tempo è poco, se i minuti sono contati, niente, non si legge. Durante il viaggio, lungo o corto che sia, bisogna trovarsi un altro modo per passare il tempo, perché riviste, quotidiani presi al volo prima di salire sul treno, settimana enigmistica o l’ultimo bestseller in edizione tascabile sono diventati un ricordo.

Il perché della chiusura? I costi troppo alti per la conduzione del locale. Le parti commerciali della stazione sono state cedute da Ferrovie dello Stato a Grandi Stazioni Retail e, a quanto si vocifera negli esercizi in funzione nei dintorni, chi gestiva l’edicola fino a novembre non ha più ritenuto conveniente continuare a offrire libri e giornali.

Poche richieste? Tutto affidato alla tecnologia? Sui treni è più richiesto il wi-fi o la possibilità di ricaricare smartphone palmari e pc? Ma perché si legge su e-book o perché più semplicemente abbiamo smesso di leggere?

Sul primo binario, però, si possono ancora comprare tabacchi o gratta e vinci ed è in funzione la ricevitoria per il gioco del Lotto. Un gratta e vinci o una lotteria sono diventati più importanti di una rivista o di un quotidiano o il problema sta nel numero di richieste e nella percentuale di guadagno?

In stazione c’è un bar appena ristrutturato e molto frequentato, sul primo binario affaccia anche Spizzico, della catena Autogrill ma nessuno finora ha ritenuto opportuno integrare l’attività con il servizio mancante. Eppure sulla vetrina della tabaccheria c’è un cartello: «Qui non si vendono giornali». La necessità di specificarlo dall’esterno indica un nutrito numero di richieste quotidiane. Che però, a tutt’oggi, restano inattese. Da Grandi Stazioni Retail, però, dichiarano di essersi già attivati per risolvere il problema. «Sono già in corso contatti con potenziali partner - scrivono - affinché l’edicola di stazione possa riaprire quanto prima».

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