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Crisi del grano

Crisi del grano, sit in
della Cia di Puglia
al Consiglio regionale

Sit-in della Cia di Puglia davanti al Consiglio regionale

BARI - Una delegazione di aderenti alla Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) Puglia ha manifestato oggi davanti la sede del Consiglio regionale pugliese, dando vita anche a Bari alla mobilitazione in corso su tutto il territorio nazionale in risposta «alla crisi del grano». L'Assemblea pugliese, recependo parte di un documento presentato dalla Cia, ha approvato all’unanimità su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, un ordine del giorno che impegna la Regione ad attivarsi presso il Governo ed il Parlamento in favore del comparto cerealicolo.

«Comprendiamo il senso della presenza degli agricoltori, che lamentano - ha spiegato Di Gioia - una ingiustificata riduzione dei prezzi che va al di là delle dinamiche del mercato. La settimana scorsa al Ministero dell’agricoltura le Regioni rappresentate dalla Puglia hanno assunto una serie di decisioni importanti». «La prima è quella di ampliare la dotazione del piano cerealicolo, che passerà da 10 a 20 milioni con la legge di stabilità; approvare il meccanismo delle Commissioni Uniche Nazionali (Cun) e la Puglia - ha aggiunto - si dovrà battere perché abbia una delle sedi sulla cerealicoltura, che sarà una di quelle che partiranno per prime. Abbiamo approvato una linea di indirizzo per il miglioramento della qualità. Abbiamo un’altra serie di misure che, ovviamente, verranno finanziate d’intesa Ministero-Regione. Non ultima, la modifica della Pac sull'aiuto accoppiato, dove al grano duro sono stati attribuiti ulteriori 8 milioni di euro che rimarranno in gran parte in Puglia». L’approvazione dell’odg è stata accolta positivamente dal presidente della Cia Puglia, Raffaele Carrabba: «Ringrazio la Regione per il supporto. Siamo qui per chiedere attenzione. Gli industriali continuano a maltrattarci, imponendo prezzi che non consentono agli agricoltori di coprire i costi di produzione. Con il grano duro pagato 18 euro al quintale, largamente al di sotto dei costi produttivi, e perdite fino al 50% sulla scorsa campagna di commercializzazione il rischio concreto - ha concluso - è che in queste condizioni gli agricoltori pugliesi non seminino nella campagna 2016/2017».

Domani manifestazione di Coldiretti sullo stesso tema. I trattori transiteranno sul lungomare di Bari alle 9 per raggiungere il Palazzo della Giunta regionale.  «Metà delle frise, delle pucce e del pane salentino sono fatti con grano tenero straniero, idem per un pacco su tre di pasta», afferma Coldiretti Lecce. La Federazione provinciale dei coltivatori diretti parteciperà alla mobilitazione, dove sarà presente anche il presidente nazionale di Coldiretti, Roberto Moncalvo.  «Coldiretti Lecce - si evidenzia - parteciperà alla protesta perché vogliamo difendere una coltura tradizionale del Salento, che muove un mercato importate, sia come coltivazione che come trasformazione, penso a tutti i prodotti da forno, alle frise, alle pucce, ai «pizzi» ma anche alla pasta venduta con l'immagine del Salento, che sono ambasciatrici della Terra d’Otranto nel mondo», dice il direttore di Coldiretti Lecce, Giuseppe Brillante.

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