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Processo alle battute finali

Escort, ex pm Scelsi chiede
500 mila euro danni a Laudati

La richiesta di liquidazione del danno è stata avanzata dal difensore di Scelsi. Nella sua arringa ha sostenuto la correttezza dell’operato del proprio assistito che sarebbe stato «screditato e delegittimato dalla condotta e dalle scelte» di Laudati

Escort, ex pm Scelsi chiede  500 mila euro danni a Laudati

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LECCE - Ammonta a 500 mila euro il risarcimento del danno chiesto dall’ex pm barese Giuseppe Scelsi (ora in servizio alla procura generale del capoluogo), parte civile nel processo a carico del suo ex capo Antonio Laudati, all’epoca dei fatti procuratore Capo di Bari, imputato a Lecce per abuso d’ufficio e favoreggiamento per avere rallentato l’ inchiesta barese sulle escort portate da Giampaolo Tarantini nelle residenze di Silvio Berlusconi.

La richiesta di liquidazione del danno è stata avanzata dal difensore di Scelsi, Andrea Sambati, che nella sua arringa ha sostenuto la correttezza dell’operato del proprio assistito che sarebbe stato «screditato e delegittimato dalla condotta e dalle scelte» di Laudati che «aveva come unico scopo quello di togliergli l’indagine o comunque di non portarla a processo». Assoluzione con formula ampia è stata invece chiesta per Laudati al termine di un’arringa durata tre ore dall’avvocato Carlo Di Casola che ha ricostruito e analizzato una serie di atti ricalcando la linea difensiva già delineata da Laudati nelle sue dichiarazioni spontanee rese in aula nell’ultima udienza. Secondo la difesa, tutta la vicenda oggetto del processo sarebbe l'epilogo di un rapporto di datata inimicizia tra Scelsi e Laudati, risalente a dieci anni prima. Per l’ex procuratore (ora in servizio come sostituto alla Procura nazionale antimafia) la Procura di Lecce ha chiesto la condanna a 26 mesi di reclusione.

Assoluzione è stata chiesta dal difensore del giornalista Luciano (detto Gianni) Lannes, accusato di diffamazione per avere offeso la reputazione di Laudati, dell’allora presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e dell’allora capo di gabinetto di quest’ultimo, Francesco Manna, per un articolo pubblicato su una testata on line relativo ad un finanziamento concesso dalla Regione ad un convegno sulla giustizia organizzato a Bari da Laudati. Il processo riprenderà il prossimo 8 marzo con l’arringa dell’altro componente della difesa di Laudati, Antonio Castaldo. Nella stessa giornata, dopo le repliche è prevista la sentenza.

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