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Marco (Hekima) con il reggae nel cuore

Marco (Hekima) con il reggae nel cuore

Marco (Hekima) con il reggae nel cuore

 
Marco (Hekima) con il reggae nel cuore

Lunedì 24 Novembre 2014, 15:46

03 Febbraio 2016, 06:05

di RITA SCHENA

BARI - Un giovane artista impegnato, innamorato del reggae fin da piccolo, Marco Grieco in arte Hekima ha una grande anima che emerge nelle sua canzoni dove la Puglia, il Mediterraneo ed i suoi ritmi si mescolano a sonorità giamaicane. «E' la mia terra e la amo – spiega – anche se mi rendo conto dei suoi limiti. In Puglia souvenir (un brano del suo cd uscito nel 2013, Ndr.) racconto lo scoramento di chi è costretto ad andar via per lavorare; in Boomerang il riferimento è ai problemi ambientali che dall'Ilva a Brindisi hanno inquinato la Puglia». Marco è un autodidatta della musica, quando parla e si racconta gli si illuminano gli occhi, vuole riuscire a farsi sentire, ad emergere non solo per diventare famoso, ma per riuscire a trasmettere un messaggio.

«Mi piace pensare che faccio un reggae 'cosciente' – sottolinea – con temi forti e il lavoro e l'ambiente sono due di questi». Una tensione che è anche nel suo nome d'arte, Hekima significa Conoscenza, «l'unica cosa che ti rende vivo». Marco Grieco ha poco più di trent'anni, per vivere lavora in un bar, ma musicalmente è molto apprezzato, ha già lavorato con Gianluca Iodice (ex Different Stylee tra le prime storiche reggae band italiane) e ha inciso con Nando Popu dei Sud Sound Sistem per la realizzazione di un prossimo video. In più partecipazioni al festival di Controradio (Controfestival) ed è alla seconda edizione del Festival dei popoli.

«E' stato mio padre ad avvicinarmi al reggae quando avevo 10 anni –racconta Marco -, amore a primo ascolto. Poco dopo ho impugnato la mia prima chitarra, poi sono passato alla batteria e al basso per arrivare al canto, tutto da solo, da completo autodidatta. Negli anni sono cresciuto grazie all'esperienza e gavetta che ho fatto in giro. Oggi ad esempio in Puglia vedo molto fermento artistico e musicale, anche se l'avvento del digitale ha reso da un lato le cose più “semplici”, dall'altro modificato la qualità del suono e del prodotto musicale in sè».

Marco invece preferisce muoversi secondo modelli di produzione “tradizionali”, si è autoprodotto il suo cd “Puglia souvenir” uscito nel 2013, non spinge moltissimo sui social per promuoversi anche se naturalmente ha una sua pagina facebook e i suoi video sono sulle principali piattaforme. «La rete ti dà una grande visibilità, ma rischia di essere troppo dispersiva per un artista emergente. Io invece voglio fare i passi per bene».
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