serie b
È un Bari da film dell’orrore: tre turni per salvare la faccia
I biancorossi mai così male in B in 118 anni, ma la salvezza è ancora possibile
Tre giornate per salvare la vita del Bari. Ora non servono più proclami, parole, promesse. Occorreva un’impresa per strappare punti alle prime due della classe (Monza e Venezia), invece i biancorossi hanno dato vita ad una doppia resa incondizionata, arrendendosi con disarmante facilità. Cinque gol al passivo negli ultimi 180’, nessuno all’attivo. E ora, ecco i tre venerdì che decideranno una stagione fin qui da tregenda. La sera del 24 l’Avellino in trasferta, il pomeriggio del 1° maggio l’Entella al San Nicola, la notte dell’8 il Catanzaro in Calabria, proprio quando in città si festeggerà il Santo Patrono. Pochi, ormai, i calcoli alla mano. Per conquistare la permanenza diretta sarebbe necessario il bottino pieno: a quota 43, ogni pericolo dovrebbe essere alle spalle. Un raccolto tra i sette e i cinque punti renderebbe concreto almeno il pericolo del secondo playout in tre anni. Ottenere meno ancora spalancherebbe le porte ad una discesa diretta in C: l’immediata conseguenza, sarebbe l’annullamento in un attimo degli otto anni di era De Laurentiis, con la faticosa risalita dalla D alla cadetteria. E soprattutto si aprirebbe un gigantesco punto interrogativo sul futuro.
I NUMERI DI UN’UMILIAZIONE Se il finale portasse alla permanenza, invece, almeno ci sarebbero le basi per ripartire. Forse con un’altra rivoluzione, magari con l’ingresso nel club di quelle forze nuove che continuano a dialogare con il presidente Luigi De Laurentiis. Tuttavia, resta impresso per ora lo stampo di un’annata all’insegna della mortificazione. Numeri alla mano, i biancorossi stanno vivendo il peggiore campionato di B in 118 anni di storia. Mai dopo 35 giornate i punti sono stati pari o meno dei 34 attuali. D’altra parte, le statistiche confermano in pieno le voragini di un complesso inqualificabile. I biancorossi sono penultimi per numero di vittorie: otto, soltanto il Pescara ha gioito di meno con sette successi. Sono penultimi anche per quantità di sconfitte: addirittura 17, appena meno del 50% degli incontri fin qui disputati. Disastroso l’attacco con 33 reti all’attivo, meno di un gol a partita: soltanto l’Entella, a quota 32, ha realizzato meno. I Galletti in casa hanno realizzato 23 punti, ma sono caduti addirittura in sette circostanze, precedendo solo lo Spezia sconfitto otto volte davanti alle mura amiche. Addirittura 25 le reti al passivo (soltanto il Mantova ha fatto peggio con 27): al San Nicola hanno segnato tre marcature all’interno dei 90’ il Frosinone (2-3), il Palermo, la Carrarese e il Venezia, tutte vincitrici per 3-0. Completano il quadro i blitz di Juve Stabia (0-1), Catanzaro e Sudtirol (1-2). Eccetto il Palermo (che comunque rispetto al Bari conta meno campionati di A e molti più in C), si tratta di formazioni nemmeno paragonabili per storia e blasone a quella pugliese. E se gli schiaffi in casa sono stati pesantissimi, peggio ancora è andata in trasferta. Undici i punti raccolti (solo l’Entella peggio con sette), con appena due blitz e ben dieci ko. Incredibile anche l’approccio dei Galletti che addirittura in venti occasioni su 35 sono passati in svantaggio riuscendo a riportare in pari solo i match con Monza, Sampdoria, Pescara (all’andata), Padova (al ritorno). Uno solo il «ribaltone» portato a termine (con il Padova all’andata) a fronte di quello subito dal Frosinone al ritorno. Se i pugliesi vanno sotto, dunque, non rialzano mai la testa.
Altro problema riguarda le sscelte tecniche limitate ad un nucleo troppo stretto. In quindici match sotto la gestione di Moreno Longo, i calciatori che sono stati utilizzati con estrema continuità sono essenzialmente . Ovvero, il portiere Cerofolini (1.260’), i difensori Cistana (1.260’), Odenthal (1.124’), Mantovani (815’) e Pucino (615’, ma quale sarà il suo futuro dopo le ultime esclusioni?), i laterali Piscopo (727’), Dorval (1.062’) e Mane (598’), i centrocampisti Maggiore (815’), Braunoder (663’) e Artioli (598’), i trequartisti Rao (976’) ed Esteves (659’), l’attaccante Moncini (1.019’). Un undici ben identificato, dunque, con appena tre cambi. Un nucleo che, forse, avrebbe potuto allargarsi appena comprendendo Dickmann e condizionati dagli infortuni. Gli altri, però, non sono alternative, ma meno che comprimari. I vari De Pieri (366’), Traore (348’), Cuni (311’) Cavuoti (304’), Gytkjaer (149’) Stabile (142’), Nikolaou (135’), Pagano (117’), Bellomo e Pissardo (90’) sono utilizzati puntualmente per pochi spiccioli. La squadra, intanto, si allenerà in sede fino a domani, quindi anticiperà il ritiro in vista della trasferta in Irpinia di venerdì. Tornerà a disposizione Mehdi Dorval che ha scontato la squalifica, da verificare le condizioni degli acciaccati Esteves e Cistana.