Mercoledì 15 Aprile 2026 | 21:22

Vigili del fuoco a Bari denunciano: «La nostra caserma non è più sicura»

Vigili del fuoco a Bari denunciano: «La nostra caserma non è più sicura»

Vigili del fuoco a Bari denunciano: «La nostra caserma non è più sicura»

 
Raffaella Direnzo

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Raffaella Direnzo

Vigili del fuoco a Bari denunciano: «La nostra caserma non è più sicura»

Uil: «Occorre intervenire subito»

Mercoledì 15 Aprile 2026, 18:21

«Non c’è più tempo da perdere». È netto, diretto, senza spazio per interpretazioni il messaggio lanciato da Giuseppe Santoro, segretario regionale UIL FP Vigili del Fuoco Puglia, al termine del sit-in del 13 aprile davanti alla caserma di Carrassi.

Una mobilitazione partecipata, che fotografa un disagio condiviso. «Il sit-in ha registrato una partecipazione ampia e significativa, segno di un disagio reale e collettivo. Oltre alla presenza massiccia del personale, abbiamo raccolto circa 500 firme tra colleghi e cittadini, a dimostrazione di quanto questa problematica sia sentita anche dalla comunità. È stato un momento di forte unità, al di là delle appartenenze sindacali».

Al centro della protesta, le condizioni della sede dei Vigili del Fuoco, definite senza mezzi termini «non più tollerabili». Santoro entra nel merito dei rischi: «Il rischio è concreto e riguarda sia la sicurezza strutturale che le condizioni di lavoro quotidiane. Parliamo di lesioni a muri portanti e pilastri, oltre a condizioni generali che non garantiscono standard minimi di sicurezza e vivibilità».

Una situazione che, sottolinea il sindacalista, non è nuova. «La situazione è nota da anni, ma è mancata una reale volontà di affrontarla in modo strutturale. Si è spesso intervenuti in maniera parziale o rinviato il problema». E aggiunge: «Anche dall’incontro con l’assessore Petruzzelli abbiamo registrato attenzione, ma ad oggi non sono seguiti atti concreti o una programmazione chiara degli interventi».

Il nodo, dunque, resta quello delle risposte istituzionali. «Fino ad oggi abbiamo ricevuto prevalentemente promesse e rassicurazioni, ma senza riscontri concreti. È proprio questo il punto: non servono più parole, servono atti immediati, con tempi certi e interventi definitivi».

Le conseguenze non riguardano soltanto chi lavora nella caserma, ma incidono anche sull’efficacia degli interventi. «Una caserma non funzionale incide direttamente sull’organizzazione del servizio, sulla gestione dei mezzi e sulla prontezza operativa. Se il personale opera in condizioni difficili, anche la risposta all’emergenza può risentirne», sottolinea Santoro.

Il sit-in, chiarisce, è solo l’inizio. «Se non arriveranno risposte concrete entro tempi brevi, siamo pronti a proseguire la mobilitazione con una manifestazione davanti alla Prefettura, per portare la questione all’attenzione del Prefetto e delle autorità competenti».

Infine, l’appello diretto alle istituzioni: «Chi garantisce la sicurezza dei cittadini deve poter lavorare in condizioni sicure e dignitose. Servono decisioni immediate, una programmazione chiara e interventi strutturali. Continuare a rimandare significa assumersi la responsabilità di eventuali conseguenze che oggi sono ancora evitabili». Un avvertimento che suona come una linea rossa già tracciata. E che, questa volta, difficilmente potrà essere ignorato.

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