È terremoto nel Partito Democratico di Molfetta. Una scossa fortissima che da Bari ha completamente azzerato i vertici del circolo locale molfettese impedendo, di fatto, che si materializzasse uno scenario capace di creare un precedente nel panorama politico italiano. Ed infatti, mentre a Roma si lavora alacremente per costituire il cosiddetto “campo largo” in vista della prossima stagione politica, a Molfetta si stava tentando in ogni modo di uscire da quello stesso “campo largo” venutosi con le settimane a costituire intorno al nome di Manuel Minervini, unico candidato sindaco di centrosinistra. Invece, il circolo locale di Molfetta, proprio negli ultimi giorni, aveva provato a chiudere le trattative con l’altro candidato sindaco, Pietro Mastropasqua, espressione di 12 liste civiche, ma da sempre vicino al centrodestra come nella tornata amministrativa del 2022. Questo è bastato per far insorgere i vertici regionali e provinciali del Partito Democratico che, riuniti in assemblea, hanno partorito un documento politico che spazza ogni dubbio sul futuro del PD.
Poco prima di quell’assemblea, era stato il segretario provinciale Pino Giulitto ad anticipare alla Gazzetta quello che di lì a poco si sarebbe verificato. «Quanto accaduto a Molfetta è inaccettabile – ha affermato – e completamente in controtendenza con quanto stiamo costruendo a livello nazionale con tutto il centrosinistra e con quanto abbiamo costruito in Regione con l’elezione di Antonio Decaro. A Molfetta, appoggiare un candidato espressione del centrodestra mascherato dal civismo non era cosa possibile. Potevamo permetterci di dialogare con la lista del consigliere regionale Saverio Tammacco (in maggioranza con noi in Regione), ma non con altre forze lontane da quel progetto politico. Ad oggi – ha concluso – appare difficile vedere il simbolo del PD sulla scheda elettorale alle imminenti elezioni amministrative a Molfetta, sebbene proveremo a fare un estremo tentativo».
E quel tentativo è partito proprio dai provvedimenti illustrati nel documento politico. «In questo contesto, la posizione assunta dal PD di Molfetta finisce inevitabilmente per indebolire il progetto del cosiddetto “campo largo”, compromettendone la coerenza e la credibilità sul territorio – si legge nel documento - Per tali ragioni, la segreteria del Partito Democratico Terra di Bari chiede al segretario regionale di valutare l’adozione di provvedimenti immediati e urgenti, anche in ragione delle scadenze legate alla presentazione delle liste, ivi compreso il commissariamento del circolo di Molfetta, e di non autorizzare l’utilizzo del simbolo del Partito Democratico a sostegno della candidatura dell’avv. Mastropasqua né in coalizioni non coerenti con il perimetro politico del centrosinistra e del cosiddetto campo largo».
Parole forti che in qualche modo ufficializzano il commissariamento del circolo locale del PD anche dopo le dimissioni, giunte nella sera di venerdì, del suo segretario cittadino Alberto d’Amato, già consigliere comunale di minoranza nella passata consiliatura. «Si tratta di una decisione maturata con senso di responsabilità, al termine di un percorso politico e umano intenso - ha commentato quest’ultimo - nel quale ho messo impegno, tempo ed energie con un unico obiettivo: costruire per la nostra città una proposta seria, credibile e all’altezza delle sfide che Molfetta ha davanti. Negli ultimi mesi, in vista delle elezioni amministrative ho lavorato senza risparmiarmi per favorire un percorso unitario del centrosinistra. Ho tenuto aperto il confronto con ogni interlocutore possibile e ho garantito, fino all’ultimo, la disponibilità del Partito Democratico a sostenere soluzioni condivise e competitive. Non abbiamo mai posto veti né chiuso porte. Al contrario, siamo stati tra i pochi a tenere una linea coerente e responsabile. Purtroppo, altre forze politiche hanno scelto di anteporre logiche di parte, veti e personalismi alla costruzione di un progetto comune, scaricando sistematicamente sul Partito Democratico responsabilità che non gli appartengono. La mozione approvata dall’Assemblea dell’8 aprile (con cui si decretava l’appoggio a Mastropasqua, ndr) rappresenta una scelta chiara, assunta a larghissima maggioranza, che andava rispettata democraticamente – ha proseguito – ma purtroppo il nostro circolo vive, in queste ore, un’aggressione scomposta da parte di una piccola minoranza di iscritti».
Quale sarà il futuro del Partito Democratico di Molfetta? I prossimi giorni saranno fondamentali per capire se il simbolo del PD si presenterà o meno alle prossime elezioni amministrative. A questo punto, a sostegno del candidato di centrosinistra Manuel Minervini. Si apre una corsa contro il tempo che potrebbe indurre il prossimo commissario a ripartire da quel gruppo di iscritti denominato “Coraggio Democratico” che aveva, sino alla fine, spinto il circolo del PD a non rompere il “campo largo” appoggiando la candidatura di Minervini. A tredici giorni dalla scadenza per la consegna delle liste, appare capire che i giochi sono ancora aperti.
















