Domenica 15 Marzo 2026 | 17:40

Il Bari vede un po’ di «luce»: archiviato il Pescara, con la Reggiana è vietato festeggiare

Il Bari vede un po’ di «luce»: archiviato il Pescara, con la Reggiana è vietato festeggiare

Il Bari vede un po’ di «luce»: archiviato il Pescara, con la Reggiana è vietato festeggiare

 
antonello raimondo

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antonello raimondo

Il Bari vede un po’ di «luce»: archiviato il Pescara, con la Reggiana è vietato festeggiare

In serie B il il livello è bassissimo. E vedere il Bari arrancare nei bassifondi racconta dei disastri che sono stati compiuti

Domenica 15 Marzo 2026, 15:33

17:03

Quattro «schiaffi» a Pescara. Un’umiliazione vera e propria, inaccettabile. E poi vittoria larghissima contro la Reggiana, in un altro scontro diretto dal notevole peso specifico. Rappresentazione plastica di un campionato in cui ogni settimana ci sono racconti diversi. E non necessariamente sull’altare di quell’equilibrio che ne rappresenta la storia. In serie B il il livello è bassissimo. E vedere il Bari arrancare nei bassifondi racconta dei disastri che sono stati compiuti. Il succo della vicenda? Non era finita dopo la figuraccia in Abruzzo, è vietato festeggiare ora dopo una vittoria larga e legittima, certo, ma anche agevolata da un avversario assolutamente inconsistente.

Serviva una risposta e il campo l’ha data. Non era scontata e nemmeno un gioco da ragazzi. Serviva cancellare le inevitabili scorie di quella che è stata una figuraccia, in primis. Provare a far finta di nulla resettando gli affanni mentali. E poi costruire l’ennesima ripartenza stagionale in una partita che, ad onor del vero, ci si aspettava un po’ più complicata. Senza che questa osservazione tolga meriti ai pugliesi. A Pescara nessuno ha parlato di soli meriti della squadra di casa. Oggi sarebbe poco obiettivo sottacere delle difficoltà emiliane. Una buona chance sprecata in avvio, poi la sfortunata autorete che ha sbloccato e poi un crescendo di errori tecnico-tattici da far impallidire i maestri di Coverciano.

Contava vincere, però. Al bando il perfezionismo. Non importava nemmeno come. E il Bari, da questo punto di vista, ha saputo percorrere i famosi due binari: il risultato e la prestazione. Facendo cose semplici, va detto. Ben messo in campo, concentrato, concreto. Al netto di una partenza distratta, con Dorval che si fa infilare alle spalle e per poco Novakovich non piazza la zampata dell’ex dopo un cross di Rover. Gli episodi, già. Artioli calcia dal limite, sembra un «tiretto» ma una perfida deviazione spiazza Micai e regala ossigeno alla gente del Bari. Lo svantaggio manda la Reggiana in confusione. Si fa trovare sbilanciata, 5’ dopo, quando Dickmann affonda a destra e serve Moncini, dal cui controllo difettoso nasce l’ennesimo «piattone» di Rao (2-0, minuto 15).

La cronaca potrebbe fermarsi qui. E parlare di una partita che non c’è più. Il Bari la controlla senza nemmeno doversi «sporcare» le mani. Gestisce con inusitata tranquillità. Possesso in discesa, fase difensiva abbastanza reattiva al netto di qualche imperfezione. Tre punti che ridanno slancio a una classifica che, ora, è proprio un guazzabuglio. Tantissime squadre in pochi punti, giochi apertissimi per la salvezza con o senza playout. Oggi la squadra di Longo giocherebbe gli spareggi. Ma mercoledì è un altro giorno. Si gioca a Frosinone, contro la squadra (forse) più bella del campionato. È tempo di conferme sul piano dell’atteggiamento e della tenuta generale. Anche oltre il risultato. Beato chi ne sa già qualcosa.

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