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Bari e Brt, per i lavori al Municipio 2 scatta la protesta di residenti e commercianti: c’è la diffida al Comune

Davide Lattanzi

Il comitato: interventi inammissibili senza piano parcheggi. Dalla scorsa estate è in corso un dialogo tra il comitato «No Brt» (che raccoglie aderenti nei quartieri Carrassi e San Pasquale) e l’amministrazione comunale

I lavori per la realizzazione del Bus Rapid Transit arrivano nella zona del Municipio 2 e immediatamente scoppia la protesta di residenti e commercianti. Un’azione forte, destinata a proseguire nei prossimi giorni e persino a scatenare una battaglia a suon di carte bollate.

Dalla scorsa estate, infatti, è in corso un dialogo tra il comitato «No Brt» (che raccoglie ormai un folto numero di aderenti in particolare nei quartieri Carrassi e San Pasquale) e l’amministrazione comunale. I commercianti e gli abitanti della zona sottolineano il pericolo di perdere un eccessivo numero di posti auto con l’arrivo del nuovo mezzo elettrico e sostenibile (finanziato con 160 milioni di fondi Pnrr) che da inizio 2027 è destinato a rivoluzionare il trasporto pubblico cittadino. A fine gennaio il Comune ha presentato il piano sosta mirato a compensare gli stalli sacrificati, tuttavia, proprio nella zona del Municipio 2 persiste un saldo negativo di quasi 600 posti, sebbene almeno una parte potrebbe essere recuperata attraverso espropri di aree già annunciati da Palazzo di Città.

«Nessun preavviso» «Siamo molto delusi», afferma Giuseppe D’Acquisto, presidente del comitato «No Brt». «Avevamo avuto promesse perentorie proprio dal sindaco Leccese che saremmo stati avvertiti dell’inizio dei lavori almeno un mese prima. Invece, nella zona sono già stati posti tutti i divieti di sosta e i lavori non sono cominciati ieri soltanto a causa della pioggia caduta in mattinata. Su tali presupposti, è stato inevitabile incaricare i nostri legali di avviare una formale diffida all’amministrazione comunale per la mancanza di uno studio parcheggi che è obbligatorio nelle città con più di 30mila abitanti. Il piano sosta reso noto, invece, è soltanto una soluzione temporanea limitata proprio all’avvento del Brt. Peraltro, è evidente come nel Municipio 2 si registrino i disagi maggiori proprio a causa del gran numero di stalli persi».

«Non spegniamo le luci nel quartiere» I segnali dei lavori (programmati per un mese esatto, fino al prossimo 9 aprile) sono stati posti in via della Costituente fino all’ingresso a Parco 2 Giugno (sulla strada saranno eliminati tutti i posti auto senza compensazione), nonché all’ingresso del parco da viale Einaudi. Ma l’intera zona è penalizzata anche da altri cantieri Enel. «Non siamo contro il Brt», prosegue D’Acquisto. «Ben vengano mezzi deputati a implementare la viabilità. Ma l’avvento di questo mezzo deve rappresentare un’opportunità in più per muoversi comodamente, non comportare l’imposizione dall’alto di rinunciare al mezzo privato. Perché la realtà è che sulle decisioni determinanti non siamo mai stati coinvolti». Infine, un annuncio. «Oggi con ogni probabilità le opere entreranno nel vivo e noi le seguiremo da vicino. Le attività commerciali non riguardano solamente il nostro lavoro, ma rappresentano luce e sicurezza in città. Non possiamo rinunciarci così. Oggi non penso proprio che a Bari esistano esercizi in grado di rinunciare a grandi percentuali di incassi. Non solo. Un preavviso sufficiente è indispensabile per calibrare le ordinazioni ed evitare di caricare merce che poi non può essere venduta».

Cartelli pubblicitari e colonnine di ricarica Appena un mese fa, il Municipio 2 aveva denunciato l’arrivo di una cartellonistica pubblicitaria ingombrante al punto da oscurare le insegne di molte attività, in particolare in viale Don Luigi Sturzo. Lo spartitraffico centrale conta addirittura cinque cantieri aperti con annessi divieti di sosta. Allo stesso modo, colpisce la posizione di due colonnine di ricarica per vetture elettriche che sono state messa in funzione soltanto lo scorso agosto, pur essendo state installate molto prima in via della Costituente. Ebbene, ora sarebbero già destinate a sparire per garantire il passaggio del Brt.

«Dallo scorso autunno - conclude D’Acquisto - siamo penalizzati per vari motivi. Tuttavia, restiamo a disposizione per cercare soluzioni alternative. Non vogliamo uno scontro con il Comune, ma soltanto tutelare il nostro lavoro».

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