il caso

Corato, prosciolti due poliziotti: erano accusati di aver rifiutato per tre volte la denuncia di una donna contro l'ex marito

Emessa sentenza di non luogo a procedere «perché il fatto non sussiste» nei confronti di due agenti di 36 e 53 anni

La gup di Trani Rossella Volpe ha emesso sentenza di non luogo a procedere «perché il fatto non sussiste» nei confronti di due poliziotti di 36 e 53 anni, in servizio nel commissariato di Corato (Bari), accusati di rifiuto di atti d’ufficio perché, secondo l’accusa, non avrebbero consentito a una donna di presentare una denuncia per maltrattamenti nei confronti dell’ex marito, già destinatario di un divieto di avvicinamento.

Nello specifico, il 16 agosto 2023 un assistente di polizia avrebbe detto alla donna di non poter ricevere la denuncia alle 11.45, in quanto non ci sarebbe stato tempo per chiudere il verbale alle 13, orario in cui - avrebbe detto il poliziotto - "gli uffici cessavano di prendere le denunzie», un dato «non rispondente al vero e non conforme ad alcuna disposizione organizzativa» del commissariato, come si legge nel capo di imputazione.

Stando alla denuncia della donna e alla imputazione, c'era già stato un precedente tentativo di sporgere querela il 14 agosto e la signora era stata invitata a tornare due giorni dopo. Il 23 agosto, poi, un altro agente, un assistente capo di polizia, avrebbe rifiutato di prendere un’integrazione della denuncia (che la donna aveva presentato il 17 agosto), sostenendo che «avrebbe dovuto provvedere lo stesso ufficiale di pg che aveva accolto la denuncia precedente», anche questa una circostanza non vera.

La Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio dei due poliziotti nel 2024 e oggi, al termine dell’udienza preliminare, è arrivata la sentenza di non luogo a procedere come chiesto anche dal pm. I due erano assistiti dagli avvocati Antonio La Scala e Vita Lofino.

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