In arrivo l’ufficiale giudiziario

Interporto, contratto scaduto: Prelios sfratta i Degennaro. Dopo vent’anni la struttura barese cambierà gestore

massimiliano scagliarini

La struttura, per quanto emerge dai documenti, verrà ora affidata alla gestione della Gts, la società di trasporti dell’imprenditore barese Alessio Muciaccia

L’Interporto di Bari deve tornare a Prelios, il gigante dell’asset management che lo aveva acquistato nel 2019 nell’ambito del Piano di ristrutturazione del debito presentato dalla famiglia Degennaro di Bari. Scaduto il contratto di comodato, respinta anche in Appello la richiesta di sospensiva presentata dalla società barese, giovedì scorso è spirato il termine per il rilascio spontaneo della struttura di contrada Lamasinata, tra la tangenziale e la Zona industriale: significa che, da oggi in poi, ogni giorno è buono per l’intervento dell’ufficiale giudiziario.

La struttura intermodale (che intermodale non è mai stata, non essendo mai stato realmente attivato il collegamento ferroviario) è stata realizzata grazie a un finanziamento pubblico e ospita oggi magazzini attrezzati per la rottura di carico. La Regione aveva stanziato altri 108 milioni per il raddoppio, salvo revocarli (nel 2018) quando è emerso che una prima anticipazione non era stata correttamente rendicontata ed era garantita con una fideiussione falsa (per questo è stato condannato un broker campano). Poi (2019) è arrivata l’istanza di fallimento della Procura di Bari, a cui la società ha risposto con un Piano di ristrutturazione che prevedeva, appunto, la cessione della proprietà per 41 milioni ad un fondo immobiliare gestito da Prelios e sottoscritto da un gruppo americano specializzato: la vendita ha riguardato nove capannoni, due edifici per uffici, le aree di pertinenza e i relativi impianti.

In questo contesto la società Irp della famiglia Degennaro aveva ottenuto da Prelios la gestione per tre anni, poi prorogata fino al 31 dicembre 2023. Alla scadenza del contratto Prelios ha intimato lo sfratto senza però ottenere il rilascio dell’immobile. A settembre dello scorso anno il Tribunale ha però dato ragione ai nuovi proprietari, e a metà gennaio la Corte d’appello (Terza civile, presidente Grillo, relatore Sardone, Leonetti) ha negato la sospensiva della sentenza.

E così i legali di Prelios hanno notificato un atto di precetto chiedendo la restituzione della struttura. E si preparano a chiedere i danni. Se la sentenza di primo grado dovesse essere confermata (è stata impugnata da entrambe le parti), Irp dovrà anche pagare 500 euro di penale al giorno dal 14 dicembre.

La struttura, per quanto emerge dai documenti, verrà ora affidata alla gestione della Gts, la società di trasporti dell’imprenditore barese Alessio Muciaccia. Prelios «ha documentato l’esistenza di accordi idonei ad assicurare l’immediato subentro di altri qualificati operatori nella gestione». Irp ha provato a resistere facendo valere la proprietà di altre aree circostanti, ma comunque non può - hanno scritto i giudici - impedire l’accesso alla struttura attraverso la viabilità pubblica. Mentre per quanto riguarda il raccordo ferroviario oggetto di liti decennali, il comodato concesso all’Interporto dal consorzio Asi è scaduto nel 2022: ora, dunque, il nuovo gestore potrebbe attivare il collegamento con l’ex scalo Ferruccio.

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