In tribunale
Anno giudiziario, Cassano a Bari: «Politica chiede mani libere, ma da lì a "Mani pulite" è un soffio» I giornalisti lasciati fuori dall'aula
La cerimonia in tutte le sedi di Corte d'appello. Il governatore Decaro: «Io credo che serva una riforma della giustizia che vada incontro alle esigenze dei cittadini». I dati: in un anno i femminicidi sono aumentati del 33%
Apertura dell'anno giudiziario in Puglia e Basilicata segnata, come era prevedibile, dalle polemiche sulla riforma della giustizia. Nel discorso che ha aperto la cerimonia il presidente della Corte d’Appello di Bari, Francesco Cassano, ha detto che «in nome del consenso elettorale la politica rivendica le mani libere, sebbene la storia ricordi che, in una economia interconnessa, ad esagerare, da mani libere a "mani pulite" è solo un soffio».
Sempre riferendosi alla riforma, Cassano ha sottolineato il suo «disagio determinato dal clima insopportabile che si è formato nel Paese, a seguito di una riforma costituzionale della magistratura condotta senza alcuna mediazione parlamentare che le potesse assicurare un consenso più ampio, e soggetta ora ad un referendum che lacera il Paese su temi delicati, tecnici, di difficile comprensione per i cittadini, se non a costo di semplificazioni che finiscono col somigliare a slogan, piuttosto che a ragionamenti. Imperversano sul web demagogie, aggressioni e minacce, insofferenze per l’altrui punto di vista e censure inquietanti - ha aggiunto Cassano - da ultimo, individui condannati in via definitiva si permettono di spiegare perché e come andrebbe riformata la giustizia; nel migliore dei casi, ad illustri personaggi del passato si fanno dire, oggi, cose dette in contesti completamente diversi».
A margine dell'inaugurazione è intervenuto anche il procuratore di Bari Roberto Rossi. «Vorremmo tutti che questa giustizia fosse più efficiente e meno lenta, ma per fare questo occorre che vi siano i mezzi, per esempio gli strumenti informatici non ci sono, i programmi informatici funzionano malissimo, soprattutto manca il personale, le scoperture personali sono elevatissime. È questo quello che noi vogliamo dal ministro, che costituzionalmente deve fare questo, e non vogliamo certo riforme della Costituzione che fanno solo danni per la giustizia». "Per noi è giusto dire no» alla riforma, ha aggiunto Rossi, "perché in realtà, come ha detto il stesso ministro Nordio, questa riforma costituzionale serve ad allargare la politica e ad invadere il campo della magistratura. Questa riforma - ha detto il procuratore - sono sicuro che verrà bocciata dai cittadini, che invece vogliono più mezzi, più strumenti, più investimenti per la giustizia».
Tra il pubblico, insieme al sindaco di Bari, Vito Leccese, c'era anche il governatore Antonio Decaro. «Ho già detto che voterò no a questa riforma, perché questa riforma sulla giustizia non rende più efficiente la giustizia, non riduce i tempi della giustizia e serve soltanto alla politica, come hanno detto i promotori di questa riforma. Io credo - ha aggiunto Decaro - che serva una riforma che vada incontro alle esigenze dei cittadini, non incontro alle esigenze dei politici e voterò no a questa riforma, perché spero che la magistratura possa mantenere la propria autonomia e la propria indipendenza così come è sancito dalla nostra Costituzione».
I DATI - Nel distretto della Corte di Appello di Bari in un anno i femminicidi sono aumentati del 33%, con il "dato allarmante» del 300% in più registrato nel capoluogo. Sono alcuni dei dati contenuti nella relazione sull'andamento dei reati nel periodo luglio 2024-giugno 2025, presentata in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario.
Dal report si evince che sono diminuite del 16% (da 31 a 26) le denunce di omicidi volontari consumati. In controtendenza, tuttavia, risulta l’aumento del 33% per gli omicidi la cui vittima era di sesso femminile (da 6 a 8). «Appare allarmante - si legge nella relazione - il dato statistico della Procura di Bari che ha registrato una variazione rispetto all’ultimo anno pari al 300% poiché il numero dei procedimenti iscritti è passato da 1 a 4 segnati». Sono, inoltre, aumentate (da 66 a 82, +24%) le denunce di omicidi tentati; stesso andamento per il dato relativo alle vittime di sesso femminile (+29%), passato da 7 a 9.
Sono aumentate anche le denunce di omicidi colposi per violazione delle norme sulla circolazione stradale: 137 rispetto alle 124 del precedente periodo, con un incremento del 10% ed in 38 casi gli autori del reato sono rimasti ignoti. Sono aumentate, da 25 a 29 (+16%), anche le denunce di omicidi colposi per infortuni sul lavoro. Le denunce del reato di stalking registrano una «moderata diminuzione» evidenzia la relazione, pari al -9% (da 1.447 a 1.321).
I GIORNALISTI NON AMMESSI IN AULA
I giornalisti di agenzie e carta stampata non sono stati ammessi nell'aula magna della Corte d'appello di Bari dove si svolge l'inaugurazione dell'anno giudiziario, non essendoci - così è stato spiegato - spazio sufficiente per assegnare loro un posto a sedere. I cronisti sono stati collocati in un'aula attigua non dotata di collegamento con la cerimonia, e dunque non sono stati messi in condizione di fare il proprio lavoro. Ai giornalisti è stato "concesso" di entrare nell'aula rimanendo però in piedi vicino all'ingresso e dunque senza poter lavorare con i propri computer: una scelta incomprensibile, inaccettabile e mortificante.