I segni del fuoco sono evidenti: una parte della facciata è infatti completamente annerita. Nel chiosco, chiuso da anni, un tempo bar a Pane e Pomodoro hanno trovato dimora alcuni senzatetto, hanno portato lì un po' di cartoni, qualche busta, qualche coperta, e lì passano la notte.
Secondo una prima ricostruzione, uno di questi clochard, probabilmente straniero, nelle ultime notti di freddo intenso (a maggior ragione sul mare) avrebbe acceso un fuoco per riscaldarsi e si sarebbe poi addormentato. Le fiamme tuttavia si sarebbero ben presto propagate ai cartoni e in un attimo il rogo è divampato, annerendo il murales comparso sul chiosco in abbandono. Adesso, come si evince dalla foto, il clochard si è spostato sul lato sinistro, sperando che nel frattempo abbia capito che non è il caso di accendere fuochi.
Operatori di strada, polizia locale, volontari, servizi sociali sembrano evidentemente non riuscire a fronteggiare l’emergenza dei senza fissa dimora (sempre in pagina la piccola comunità che va crescendo sotto i portici di un negozio in abbandono tra corso Benedetto Croce e via Raffaele Armenise, a Carrassi).
Ma torniamo a Pane e Pomodoro perché qui la vicenda ha dentro un’altra storia. Il chiosco che un tempo ospitava il frequentatissimo bar della spiaggia, è chiuso da anni perché al centro di un lungo contenzioso, un braccio di ferro tra l’amministrazione comunale e l’ex gestore, raggiunto da un’interdittiva antimafia. La procedura antimafia fu avviata proprio dal Comune di Bari, l’ex gestore ha respinto le accuse e messo in mezzo gli avvocati. Nel frattempo il bar ha chiuso i battenti. Consegnando, in questa prolungata, ostinata chiusura, un messaggio inquietante: nelle more di una giustizia lentissima, i cittadini rimangono senza servizi.















