È stata individuata una pianta di olivo infetta da Xylella nel territorio di Bitonto, a seguito delle attività di sorveglianza fitosanitaria svolte dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia. A darne notizia è Coldiretti Puglia. Si tratta, si legge nella nota, di un caso al momento isolato nella patria dell’olivicoltura barese: il provvedimento adottato dall’Osservatorio Fitosanitario regionale dispone l’estirpazione immediata della pianta infetta e di tutte le piante di olivo appartenenti alla stessa specie presenti nel raggio di 50 metri, indipendentemente dal loro stato sanitario, nonché la rimozione delle piante sintomatiche o sospette e la distruzione controllata del materiale vegetale.
Non rientrano nelle misure di estirpazione, qualora presenti nell’area interessata, le specie non suscettibili alla Xylella fastidiosa sottospecie pauca, come agrumi, pesco, albicocco e susino. Per gli ulivi con caratteristiche di monumentalità, risultati indenni alle analisi di laboratorio, è prevista l’attivazione delle procedure di segnalazione alla Commissione tecnica competente e, nei casi previsti, della richiesta di autorizzazione paesaggistica.
ALBERO ERADICATO
È stato eradicato questa mattina l'ulivo risultato infetto da Xylella fastidiosa individuato meno di una settimana fa a Bitonto, in provincia di Bari. L'intervento rientra nelle misure previste dal protocollo fitosanitario nazionale ed europeo per il contenimento del batterio. «L'eradicazione è stata attuata da Arif (Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, ndr) secondo quanto previsto dalle procedure e già oggi, a pochissimi giorni dal ritrovamento, siamo intervenuti in modo risolutivo - dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli -. Ho voluto essere presente per verificare l'efficacia e la tempestività dell’azione messa in campo. Siamo di fronte a un caso isolato, un episodio circoscritto in un territorio di antica e consolidata tradizione olivicola».
«L'attenzione - conclude - resta massima, ma allo stato attuale non vi sono elementi che facciano pensare a una diffusione del batterio. So bene quanto sia sempre doloroso abbattere un ulivo per il suo valore identitario, economico e culturale: l’impegno quotidiano è quello di tutelare il patrimonio olivicolo pugliese con interventi tempestivi e responsabili e strategie mirate».















