L’identificazione di specifici biomarcatori cerebrali potrebbe aiutare la diagnosi precoce e il trattamento mirato dei disturbi psicologici quali disturbo borderline di personalità e disturbo bipolare negli adolescenti. A questo obiettivo mira una ricerca internazionale alla quale partecipa Alessandro Grecucci, professore di Neuroscienze dell’università Aldo Moro di Bari. Il team, spiega UniBa in una nota, ha recentemente pubblicato una serie di studi su riviste scientifiche di settore, concentrandosi su popolazioni cliniche ancora poco esplorate e utilizzando metodi avanzati di intelligenza artificiale e machine learning.
Un primo studio, pubblicato nel 'Journal of affective disorders' e dedicato al disturbo borderline di personalità, mostra come specifiche alterazioni strutturali del cervello siano associate a disregolazione emotiva, ansia e comportamenti di autolesionismo negli adolescenti con questo disturbo borderline di personalità. Identificare questi marcatori neurobiologici in una fase così precoce della vita è considerato cruciale per migliorare la diagnosi e favorire interventi tempestivi. Un secondo studio, pubblicato in 'Psychiatry research: neuroimaging' e dedicato al disturbo bipolare, analizza come il cervello degli adolescenti con questo problema cambi in modo diverso a seconda dello stato clinico (mania, depressione o remissione), combinando dati strutturali e funzionali in un approccio di data fusion machine learning.















