BARI - La breve transumanza da piazza Moro verso piazza Umberto fino a piazza Cesare Battisti e ai portici di via Capruzzi. I lavori in corso davanti alla stazione centrale spingono quella specie di corte dei miracoli popolata da diseredati, clochard, migranti senza fissa dimora, guardamacchine abusivi, piccoli venditori di droga a cercare nuove sistemazioni.
La routine dei rifugiati della corte dei miracoli è fatta di solitudine, incertezza, degrado, ricerca di espedienti per sbarcare il lunario e rabbia che come un fuoco cova sotto la cenere dell’angoscia.
Continuano a spostarsi da una piazza all’altra, trascinando un fardello colmo di frustrazioni che pesa sull’anima. Spesso i rifugiati affogano le loro paure e il sentimento di precarietà, sul fondo di una bottiglia di birra o di un brik di vino.
Nel tardo pomeriggio di venerdì un capannello di migranti radunati in piazza Umberto si è improvvisamente animato. Pugni spintoni, calci e temperini che tagliavano l’aria. Per terra, stordito, un nordafricano soccorso dalle Volanti e dai sanitari del 118.
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