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Uniba, stop agli esami per chi non paga le tasse: protesta di Link

università bari

Il commento del rettore Stefano Bronzini: «Sono studenti “evasori”»

20 Luglio 2022

Redazione online

BARI - La sinistra studentesca di Link protesta per lo stop agli esami che devono osservare gli iscritti non in regola con il pagamento delle tasse all’Università degli studi di bari «Aldo Moro». «Ci sono pervenute, in queste settimane, alcune segnalazioni da parte di studenti e studentesse che, non in regola con il pagamento delle tasse universitarie, non sono riusciti a visualizzare né a prenotarsi agli appelli d'esame. Dopo aver dialogato con gli uffici competenti, abbiamo appreso l’adozione da parte dell’amministrazione centrale, di questa misura che blocca la carriera degli studenti e delle studentesse in ritardo con i pagamenti, non solo delle rate scadute ma anche di eventuali penali maturate. Riteniamo inaccettabile tale misura»: questa la denuncia dell’associazione Link, che chiede rateizzazioni per precludere «il diritto allo studio». Dura la replica di Uniba: «Gli studenti sono stati avvisati con largo anticipo delle norme che regolano la vita universitaria. Parliamo di “studenti evasori”. L’Ateneo è determinato a tutelare i 41mila che sono in regola con i pagamenti, non i circa 250 - con Isee oltre i 25mila euro - che non hanno osservato il regolamento tasse». 

LA REPLICA DI LINK E LA TESTIMONIANZA DI UNA STUDENTESSA

«Nella giornata di ieri ci è pervenuta questa lettera di una studentessa lesa dal blocco carriera deciso dall'ateneo in caso di ritardo nei pagamenti», così riporta una nota di Link, l'associazione sindacale studentesca barese.

"Sono stata definita 'evasore'. A farlo è stata l'amministrazione dell'università a cui sono iscritta da anni e in cui provo a costruire il mio futuro. Volevo portare all'attenzione del Magnifico Rettore la mia esperienza perché non si continui a credere che è tutto bianco o nero, che se hai un ISEE più alto di 25000 sei ricco e se non paghi le tasse sei un evasore. Il 1 luglio ho provato a prenotarmi ad un esame, rendendomi conto che questa possibilità mi fosse preclusa avendo delle tasse arretrate. Le tasse (la seconda e la terza rata) risalivano all'a.a. 2019/2020, anno del primo lockdown, durante il quale la mia famiglia (composta da 6 persone) si è ritrovata in forti difficoltà economiche. Nel frattempo sono maturate more da 80 euro per ogni tassa che non riuscivo a pagare e il mio ISEE non è un isee da 30.000 euro ma da 27.000 euro (dunque solo duemila in più rispetto alla fascia reddituale esonerata dal pagamento delle tasse). Inoltre ho continuato ad iscrivermi agli anni successivi e a versare le tasse degli anni accademici 20-21 e 21-22. Data la situazione di blocco di carriera ho scritto alla segreteria di competenza la quale mi ha informata del fatto che, dal 16 giugno, tutti gli studenti morosi non avrebbero più potuto svolgere alcun atto di carriera e dunque né prenotarsi né svolgere gli esami. Arrivato il giorno dell'appello ho provato a presentarmi comunque all'esame per cui avevo studiato, senza che mi fosse data la possibilità di sostenere la prova. Evidentemente, l'amministrazione non è stata in grado di tutelare numeri di studenti ben oltre i 250 dichiarati a mezzo stampa dal magnifico. La decisione assunta dall'ateneo non è stata comunicata né a me né a nessuno degli studenti coinvolti. Fino a poco tempo fa mi era data la possibilità di prenotarmi agli esami, nonostante gli stessi non fossero verbalizzati. Questo permetteva di salvaguardare il diritto all'appello di noi studenti e ci permetteva di proseguire il percorso accademico, mantenendo costante l'impegno di saldare il debito maturato attraverso gli sforzi fatti da noi e dalle nostre famiglie."

Come sindacato studentesco riportiamo questa testimonianza - spiegano nello scritto -  per ribadire che il blocco delle carriere, seppur considerato da questa amministrazione una misura volta a sanare le finanze dell'Ateneo, è in realtà lesiva della categoria studentesca. Tale misura non ha leso solo gli studenti in mora per tasse degli anni precedenti ma ha precluso l'appello anche a tanti altri studenti che, nelle condizioni di non poter pagare importi esosi legati alla seconda rata, si sono ritrovati in ritardo con i pagamenti. Questo estende la platea di soggetti a cui è stato negato un diritto, senza alcuna comunicazione dell'entrata in vigore di un provvedimento direttamente esecutivo. È importante incentivare misure di sostegno agli studenti in difficoltà che non rientrano nelle fasce della No-Tax Area, attraverso la rateizzazione e la garanzia di salvaguardia degli atti di carriera, per evitare che gli studenti abbandonino gli studi. È assolutamente inappropriato che l'Ateneo, nella persona del Rettore, si esprima sui giornali tacciando una parte della comunità studentesca come 'evasori'. La crisi economica aggravata dalla pandemia pesa anche su fasce reddituali non tutelate dalle misure di sostegno. Apprendiamo, come sindacato studentesco, che l'Ateneo ha deciso di attaccare direttamente la nostra categoria senza assumersi la responsabilità di trovare soluzioni che permettano agli studenti e alle studentesse in difficoltà di non essere esclusi dal percorso formativo. "Se mandate i poveri via dalla scuola non è più scuola; è un ospedale che cura i sani e manda via i malati, diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile”, conclude la nota.

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