Domenica 07 Agosto 2022 | 23:43

In Puglia e Basilicata

La tragedia

Morto dopo caduta nel pozzo artesiano: aperta inchiesta. A Molfetta i funerali del 40enne

Cade nel pozzo e muore durante la festa dei suoi 40 anni: il video circola sui social, sdegno a Molfetta

La Procura della Repubblica di Trapani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo sulla morte di Antonio Andriani, il manager pugliese precipitato nella notte tra sabato e domenica

07 Luglio 2022

Redazione online

La Procura della Repubblica di Trapani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo sulla morte di Antonio Andriani, il manager pugliese precipitato nella notte tra sabato e domenica nel pozzo artesiano della villetta di contrada Pegno, a Erice, che aveva preso in affitto da oltre un anno. Quella sera stava festeggiando il suo 40esimo compleanno con parenti e amici. Il magistrato ha disposto solo una ricognizione del medico legale sulla salma e non l’autopsia come detto in un primo momento. Secondo le prime risultanze la morte sarebbe stata causata dall’impatto contro le pareti del pozzo. L'uomo infatti presentava una profonda ferita alla testa. Oggi alle 17 a Molfetta, dove era nato si terranno i funerali.

Celebrati i funerali, il sindaco: «Città sgomenta»

Si sono celebrati oggi pomeriggio nella parrocchia Sant'Achille di Molfetta (Bari) i funerali di Antonio Andriani, il manager di origini pugliesi deceduto a Erice, in Sicilia, dopo essere caduto in un pozzo durante la festa per il suo 40esimo compleanno. «Le indagini, in corso, chiariranno le responsabilità di quell'incidente. Ma Antonio non potranno restituircelo. Non potranno restituirlo alla famiglia, ai suoi amici di sempre, a Molfetta - commenta il sindaco della città di origine della vittima, Tommaso Minervini - che, da giorni, sgomenta e incredula, non riesce ad accettare quanto è accaduto, nelle modalità con cui è accaduto». "E' difficile trovare le parole giuste per dare voce al dolore. Conoscevo Antonio - continua il sindaco - conoscevo la sua passione per la musica e per Renato Zero, il suo idolo. Ne aveva superate tante. Aveva vinto una terribile malattia. Era caduto e si era rialzato fino a diventare manager di un’azienda. Era uno di quei molfettesi che lasciano il segno. Un ragazzo, un uomo sensibile, intelligente, onesto. Una bella persona, che, pur vivendo lontano da Molfetta, da qualche tempo, non ha mai tagliato i rapporti con la sua città e i suoi amici di sempre. Ai tuoi familiari, ai tuoi affetti più cari giunga tutta la mia vicinanza». 

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