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In Puglia e Basilicata

Il caso

Bari, arriva l'estate e scatta l'emergenza: «Pochi i donatori di sangue»

donazione sangue

L'appello dell’Avis: «Non bisogna aver paura, si devono sensibilizzare i giovani»

18 Giugno 2022

Annadelia Turi

BARI - L’appello del Policlinico di Bari a donare il sangue era arrivato già a fine maggio. In questi giorni vengono garantiti solo gli interventi urgenti. Tutti gli altri sono stati bloccati per mancanza di sacche.

A Bari e in provincia, come del resto d’Italia, è emergenza sangue. Uno scenario che si ripropone con l’arrivo dell’estate, maggiormente accentuato con la pandemia. A fotografare la triste realtà legata alla mancanza di donazione di sangue è l’Avis Provinciale Bari. La media delle donazioni continua a calare. Dal mese di maggio il dato preoccupa ancora di più.

«Sappiamo già che andiamo incontro all’ormai nota emergenza estiva che registra storicamente un calo di donazioni - spiega Raffaele Crivelli presidente Avis Provinciale Bari -. A tutto questo si aggiungono gli interventi chirurgici sospesi durante la pandemia ma qui il problema è ancora più grave perché, già da maggio scorso, abbiamo notato un calo fisiologico delle donazioni. Da una 40ina di donazioni registrate per ogni centro trasfusionale ci sono stati giorni in cui si sono contate zero donazioni. Nel Policlinico di Bari si contano 16 massimo 18 donazioni solo in alcune giornate. È evidente che siamo di fronte ad un calo di quasi il 50%».

Un fenomeno che in questi giorni è all’attenzione degli esperti. «Prima di tutto, tra le cause – aggiunge Crivelli - va considerato l’invecchiamento e decremento della popolazione. C’è ancora una fascia d’età adulta che continua a resistere. Ma è chiaro che queste persone invecchiando, non sono più nelle condizioni di donare e non vengono sostituite dal ricambio generazionale. Il lavoro che stiamo facendo con tutte le associazioni che si occupano di donazioni di sangue - ribadisce Crivelli - è quello di sensibilizzare i giovani ad una donazione sicura. Non bisogna aver paura di donare perché oltre a donare c’è la possibilità di essere sottoposti ad uno screening personale e quindi di tenere sotto controllo la nostra salute».

L’anno scorso sono state raccolte 14.343 sacche tra sangue e plasmaferesi nella provincia di Bari: di cui quasi 13.000 di sangue intero e soltanto 1520 sacche di plasma. «Questo è un dato che ci deve far riflettere – aggiunge Crivelli - per raccogliere plasmaferesi occorrono 45/50 minuti; mentre per il sangue servono soltanto 15 minuti. È vero che nell’ultimo caso si tratta di un gesto di pochi minuti ma credo che sia necessario incrementare il senso della donazione del plasma. Il nostro compito oggi è quello di fare comunità: un lavoro difficile perché purtroppo risentiamo ancora di quel distanziamento imposto a tutti noi durante la pandemia».

Attualmente la media nazionale della donazione è di 1 a 6 cioè una persona ogni 6 va a donare. «Se riuscissimo a portare questa media da 2 a 6, avremmo risolto il problema della donazione - conclude Crivelli - in occasione della giornata mondiale del donatore il 14 giugno scorso l’ospedale don Tonino Bello di Molfetta ha organizzato insieme a tutte le associazioni del territorio (Avis, Fratres, Croce Rossa e Fidas) un open day dedicato alla donazione: hanno donato oltre 60 persone. Un bel risultato che si aggiunge, sempre nello stesso giorno, all’intitolazione di una piazza a Bitonto dedicata al donatore di sangue. Iniziative come queste ce ne vorrebbero tante nelle nostre città».

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