Giovedì 30 Giugno 2022 | 14:52

In Puglia e Basilicata

La storia

Eddy, il «figlio» della Vlora adesso è cittadino barese

Eddy, il «figlio» della Vlora adesso è cittadino barese

L’aiuto dei concittadini: «Avevo 15 anni ed ero solo. Non lo dimenticherò»

26 Maggio 2022

Flavio Campanella

BARI - «Mi sento albarese, se si può dire. Amo l’Albania, ma Bari per me è la città più bella del mondo». Mondi Guri, 46 anni ad agosto, Eddy per gli amici, ne ha fatta di strada (anche letteralmente). Ieri mattina è diventato cittadino italiano, dopo oltre trent’anni di permanenza nel capoluogo, da quando l’8 agosto del 1991 approdò al porto insieme con altri ventimila connazionali stipati nella Vlora. Adesso è un imprenditore, titolare di tre locali (uno nell’Umbertino, gli altri due nel Murattiano), grazie alla propria abnegazione e alla solidarietà di chi lo ha accolto. «Avevo 15 anni - racconta - quando da Scutari (nord ovest dell’Albania, dove c’è il lago più grande dell’Europa meridionale - n.d.r.) salii a bordo di un furgone per le merci insieme con altre dieci persone. Erano amici di mio padre, che non voleva andassi via, ai quali chiese di proteggermi. Arrivati in Puglia, riuscimmo a evitare il trasferimento allo stadio della Vittoria e ci ritrovammo in un casa abbandonata nei pressi del parco 2 giugno».

La storia barese di Eddy comincia proprio al confine fra Carrassi e San Pasquale. «Ho iniziato in un autolavaggio di viale Einaudi - dice - lavorando 12 ore al giorno in cambio di 20mila lire. Poi, una volta imparato meglio l’italiano sono stato assunto da Discorama: trasportavo elettrodomestici. Ho sempre trovato persone disposte ad aiutarmi - continua, mentre è in via Melo: abita nei pressi del palazzo dove ieri si è sviluppato un incendio -. Negli anni 90 lavorato al bar e nella cucina de La Dolce Vita, in via Albanese. Bei ricordi, ho anche conosciuto Toti e Tata. Poi sono stato assunto in una pizzeria di via Giulio Petroni. Infine, la svolta: ho incontrato Franco Spagnuolo (il titolare del bar-caffetteria Mood - n.d.r.) che mi ha aiutato. Da allora mi sono messo in proprio. Adesso ho tre attività, due pizzerie e un ristorante nei luoghi della movida. Vista la mia storia, se qualche profugo ucraino dovesse farsi avanti lo sosterrei, mi piacerebbe seguisse il mio esempio, magari fino a ottenere la cittadinanza. Io non ci avevo nemmeno pensato. L’ho chiesta quando mi hanno negato un visto per gli Stati Uniti».

Eddy non dimentica dunque le origini e i motivi che lo hanno spinto ad andar via dall’Albania. «Dopo la caduta del regime (iniziata nel dicembre del 1990 - n.d.r.) molti di noi sono scappati dalla povertà e dall’incertezza. Anche mio fratello Tano, che ora ha 44 anni, scappò appena dodicenne con alcuni amici in Grecia, che raggiunse dopo un viaggio di sette giorni a piedi. Mi immedesimo dunque in chi vive il dramma della guerra che non significa soltanto morte e distruzione, ma determina anche lo smembramento delle famiglie. Io sono fortunato: ora anche mio padre Shaban vive a Bari con mia madre Fatima e con l’altro mio fratello Gentjen, 40enne. Se ho nostalgia dell’Albania? Onestamente no. Non ci vado quasi mai. L'ultima volta è stata nel 2019. Ormai a Scutari ho solo parenti alla larga. Ora sono barese a tutti gli effetti. Ripeto: Bari è la città più bella del mondo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725