Martedì 28 Giugno 2022 | 12:02

In Puglia e Basilicata

La città che cambia

Bari, l'ex fabbrica di amianto si trasforma in «Parco della rinascita». Emiliano: «È modello transizione Puglia»

Ex Fibronit

Ex Fibronit (Foto archivio)

L'area su cui sorgeva la Fibronit, nel quartiere Japigia, finanziata con 11 milioni del Pnrr e 3,5 della Regione

25 Maggio 2022

Redazione online

BARI - Entro il 2026 l’area su cui sorgeva l'ex fabbrica Fibronit di Bari, nel quartiere Japigia, diventerà un parco, finanziato con 14,5 milioni di euro (3,5 stanziati dalla Regione Puglia e altri 11 dal Pnrr).

Lo stabilimento chiuso nel 1985, che per decenni ha disperso nell’aria fibre di amianto causando centinaia di morti, tra lavoratori e residenti del quartiere, è stato oggetti di una lunga e complessa bonifica, iniziata nel 2005 e conclusa nel 2016, e ora su quei terreni, sui quali c'è un vincolo di inedificabilità, Comune e Regione, su impulso del Comitato cittadino Fibronit, stanno progettando il «Parco della rinascita».

«Rinascita morale e civile di questa città - ha detto il presidente del Comitato, Nicola Brescia -  perché costituisce il risarcimento per chi ha pagato con la vita la presenza della Fibronit e perché è il risultato di anni di lotta dei cittadini». Dal 29 maggio e per tre domeniche saranno organizzate visite guidate su prenotazione nell’area dove sorgerà il giardino e poi, da settembre, le visite coinvolgeranno le scuole della città.

Alla presentazione dell’iniziativa «Fibronit, il Parco che verrà», hanno partecipato i componenti del Comitato, gli assessori comunali ai Lavori Pubblici e all’Ambiente, Giuseppe Galasso e Pietro Petruzzelli, il presidente della Regione Michele Emiliano e Michele Buono, il marito di Maria Maugeri, l'allora assessora comunale all’Ambiente, scomparsa prematuramente, alla quale sarà dedicata un’area del parco. «È in corso una interlocuzione con Terna, proprietaria degli edifici dismessi accanto al parco, perché prevediamo una seconda fase di riqualificazione dell’area, dopo la realizzazione del parco - ha spiegato l’assessore Galasso -  con il recupero degli immobili». 

Le parole del governatore Michele Emiliano

Sulla riqualificazione dell’area dove sorgeva la fabbrica Fibronit di Bari «la cosa più importante da celebrare è il metodo: un approccio dal basso da parte della comunità che si organizza anche a livello scientifico e da lì parte una rivoluzione pugliese, che si sta estendendo a Taranto, Foggia, in provincia di Lecce, sui registri dei tumori, su tutte le questioni ambientali ed economiche che, attraverso la transizione ecologica ed energetica, danno oggi alla Puglia un ruolo determinante di Regione guida di un processo dove la tutela dell’ambiente non è più un freno all’economia. Un metodo che stiamo applicando ovunque in Puglia e che ci auguriamo lo applichi l’Italia». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo alla presentazione dell’iniziativa «Fibronit e il parco che verrà». Secondo Emiliano questa è la «rivoluzione» su cui «ci si deve misurare, non sul perché non esiste più un partito della sinistra. Questo è un problema che qualcuno se vuole risolverà. Ma non è questo il punto. Il punto è che, grazie a Dio - ha detto il presidente - , anche senza partiti o comunque con una partecipazione dei partiti non determinante, la Puglia ha messo a punto un metodo ed è questo che dobbiamo passare alla prossima generazione politica. Tra due anni scadrà il sindaco di Bari, fra tre il presidente della Regione e ci saranno nuove generazioni che devono avere chiaro in testa come ci siamo arrivati a costruire questa immagine nuova della Puglia, rispettata e amata».

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